EURUSD verso la parità? E’ l’effetto Trumpeconomics…

Scritto il alle 8:28 da [email protected]

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Si sta riaffacciando l’ipotesi di vedere il cambio EuroDollaro scendere verso la parità. Gli analisti vedevamo il cambio a quota 1, già nel primo trimestre del 2016, ma poi l’ipotesi era definitivamente tramontata, visto l’immobilismo e l’indecisione della Fed per tutto l’anno in corso.

L’elezione di Trump avrebbe dovuto provocare un terremoto sui mercati, e c’è stato, ma gli effetti non si stanno vedendo sull’Equity come si pensava, ma sull’obbligazionario e sul valutario : la chiave è la Us Yield Curve, che sta spingendo fortemente il dollaro.

Il grafico seguente mostra l’andamento dello spread tra il governativo Usa a 10 anni e il  2 anni, e in pratica misura l’inclinazione della curva dei rendimenti Usa :

spreadus

Ecco l’effetto Trump! Per tutto il biennio precedente c’è stato un appiattimento della curva, che si è parzialmente invertito in occasione del primo rialzo dei tassi Fed, per poi riprendere nella stessa direzione. Un appiattimento indica aspettative di rallentamento economico, e in effetti il Pil Usa è cresciuto sempre meno. Poi è arrivato il terremoto Trump con la sua idea di politica economica fiscale espansiva, e questo è il risultato.

La prima conseguenza : ecco cosa si aspetta ora il mercato dei Futures sui Tassi Fed di Dicembre:

fadhike

Rialzo praticamente certo, e quindi  quasi interamente scontato nel prezzo attuale dell’Euro/Dollaro, perché comunque bisogna sempre aspettare la Yellen. E poi? Che succederà poi?

La performance del mercato obbligazionario è generalmente vista come un Indicatore Leading delle condizioni economiche, o per meglio dire, riflette le aspettative degli investitori sulle future condizioni economiche, diciamo a 12-18 mesi. Questo non vuol dire che il mercato obbligazionario ha sempre ragione. Tuttavia la curva dei rendimenti è utilizzata per fare previsioni sull’economia.

I rendimenti per le obbligazioni di tutte le scadenze cambiano ogni giorno a causa delle fluttuazioni del mercato,  e questo determina la “forma” della curva dei rendimenti, che cambia nel tempo.

Normalmente i titoli a breve scadenza (fino a due anni) risentono di più delle variabili monetarie e sono più direttamente influenzati dalla Federal Reserve. Al contrario, i titoli a lungo termine, che sono più volatili rispetto alle loro controparti a breve, guardano maggiormente alle future prospettive di inflazione e crescita economica, e quindi alle variabili reali, piuttosto che all’evoluzione dei tassi nel breve.

Quando i rendimenti dei titoli a lungo termine aumentano più velocemente di quelli sui titoli a breve termine, la curva dei rendimenti è “Steepening” viceversa è “Flattening” .

E’ impressionante quanto l’elezione di Trump abbia cambiato le aspettative. Si è passati da una fase fortemente Flattenig, ad un forte movimento in senso inverso “Steepening”. Certo può essere tutto frutto di una reazione del momento, ma per ora tutti scommettono su un cambio di marcia dell’economia Usa : in accellerazione.

Inutile dire che cosa succederà se poi il mercato si sta sbagliando oggi determinando una grossa bolla domani, e anche questo lo possiamo vedere dalla Yeld Curve, ma sarà oggetto di un altro post…

Il mercato azionario Usa continua a salire, senza tregua, e l’Euro continua a scendere…

USD (-)

E’ tutto in questo grafico l’Euro, dall’introduzione ad oggi. Siamo al test del supporto del triangolo (B), la rottura di 1,070 significherebbe ulteriori possibili discese verso il test del minimo in area 1,05…e se cede il supporto del trading range, si va verso la parità, a contatto con il supporto di tutto il grande canale del trend discendete partito sui massimi del 2008….uno scenario che sinceramente io non mi sarei mai aspettato…ma che l’elezione di Trump rende possibile.

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