Analisi Fondamentale : un metodo semplice di selezione dei titoli

Scritto il alle 9:29 da gianpierobn@finanza

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Analisti Fondamentale o Analisi Tecnica? Possiamo stare qui a discute se preferiamo l’una o l’altra, se è più efficace l’una o l’altra. Perderemo solo tempo : per me sono efficaci entrambe e sono ancora più efficaci se vengono utilizzate insieme. Esiste una formula magica per gli uni e per gli altri? Gli analisti tecnici sono alla costante ricerca del’indicatore perfetto, quello che funziona “quasi sempre”, e senza giri di parole ci dice quando entrare e quando uscire. Pensate che bella vita sarebbe, sdraiati su una spiaggia tutto il tempo, accanto a noi il nostro palmare e l’algoritmo che lavora per noi. In realtà le cose vanno già così, per quei pochi fondi miliardari che possono permettersi di operare con il trading ad alta frequenza. Anche gli analisti fondamentali utilizzano formule, si chiama screening di mercato basato sui bilanci, e qualche regola d’oro l’abbiamo già vista ( vedi qui).

A volte può capitare di essere fortunati, con approcci molto semplici, che chiunque può utilizzare senza troppe complicazioni. Si tratta di costruirsi dei “Market Screener” fatti in casa, e poi con qualche semplice elaborazione, stilare una classifica di titoli basata sui fondamentali. A me ha dato molte soddisfazioni l’approccio che descrivo di seguito. A fine anno cerchiamo i titoli che rispettano i seguenti parametri : P/E < 20, P/BV < 4 e D.Yield > 0, Roe > 12%. Inseriamo i titoli selezionati, ed i rispettivi multipli in un file Excel. Poi aggiungiamo altre tre colonne nelle quali inserisco i seguenti due parametri : rapporto di indebitamento, e Ebit/Of ( rapporto tra Ebit e Oneri Finanziari ).  Questo ultimo indicatore è veramente molto utile. A questo punto si crea una classifica per ogni indicatore utilizzato. Nel caso di Roe ed Ebit/Of, i valori saranno decrescenti, per cui avremo al primo posto i valori maggiori e via via i valori minori. Nel caso dei multipli P/E e PBV e Debito/Equity, invece la classifica è ordinata in senso crescente: ai primi posti i valori più bassi e via via i titoli più cari. A questo punto il gioco è fatto, basta creare un ultima classifica sommando i piazzamenti dei titoli, e ordinare dal migliore al peggiore. Facile divertente…e sensato…perché i multipli devono essere sempre letti in funzione del Roe ( ne abbiamo parlato qui ).

Nel mio screening il primo in classifica a fine 2015 è stato un titolino: Moleskine. Una piccola società che produce agende, taccuini, borse e accessori, davvero un bel marchio.

A questo punto, nonostante si tratti di un approccio puramente quantitativo, è opportuno guardare i bilanci degli ultimi anni : dal 2012 il patrimonio netto si è più che triplicato, l’Ebit Margin è costantemente superiore al 30%, il Roe è elevato anche se i multipli sono bassi e l’indebitamento è in caduta libera.

moleskine

Il titolo che ha fatto +25% mentre il resto del mercato è in caduta libera. Fortuna? Se un metodo è valido oppure no, solo il tempo può dirlo. E’ la statistica che ci dice se è affidabile stabile oppure no. Però un buon bilancio difficilmente ti delude…non siamo mica gli americani…

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