Le banche centrali non hanno più munizioni

Scritto il alle 9:56 da [email protected]

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Nei prossimi 30 giorni, la banche centrali cercheranno di riportare un po di stabilità nei mercati finanziari, che dopo anni di tranquilla e continua salita artificiale, hanno improvvisamente riscoperto la volatilità.

La volatilità è nemica della stabilità, l’indice Vix è costantemente sopra i 20-24, quando nel periodo dei Q – Infinity made in Usa sfiorava a malapena i 14 nei periodi caldi.

Nel 2007 sono stati i fallimenti ad innescare il crollo, oggi il driver è il petrolio e il fallimento di qualche Big del settore innescherebbe una correzione dei mercati in stile 2007, soprattutto se si trascinasse dietro qualche banca: non è detto che accada ma il rischio c’è.

S&P500 - 2016 vs 2007

S&P500 – 2016 vs 2007

Ma se guardiamo l’analisi tecnica c’è un livello di supporto, la trend line blu tratteggiata che oggi come nel 2007 regge il peso di tutto il mercato : quel livello sull’ S&P500 è in area 1810 , l’ultimo supporto.

E’ una barriera da rinforzare in tutti modi, ed è quello che cercheranno di fare nel prossimo mese i grandi del mondo.

Ecco una sintesi dei grandi eventi finanziari: G20 Shanghai (febbraio 26-27); BCE (10 marzo), BoJ (15 marzo) e FOMC (16 marzo).

BofAML da Zero Hedge

BofAML da Zero Hedge

Ogni volta che la performance relativa dei finanziari a livello globale e titoli del Tesoro USA si  trovata su livelli cosi bassi, come nel grafico di BofAML pubblicato da ZeroHedge, ha significato una cosa : intervento da parte delle banche centrali.

Ma che cosa possono fare concretamente, quali sono le armi che hanno a disposizione?

A Shanghai la prossima settimana, l’obbiettivo sarà quello di evitare che la Cina scenda in campo nella Currency World War I.

Ma qualche giorno fà, Zhou Xiaochuan, il governatore della banca centrale cinese aveva già dichiarato che non c’è nessuna intenzione di svalutare ulteriormente lo Yuan.

La Bce, interverrà il 10 marzo probabilmente ( ma non necessariamente ) con un taglio di -10 bps sui tassi di deposito, e un aumento di 10mld di € al mese di acquisti, e forse con un ampliamento delle asset class acquistabili.

La Fed potrà semplicemente rimandare il prossimo rialzo dei tassi per ora, e la Bank of Japan potrebbe promettere ulteriori interventi.

Ma in parole povere, di tutti questi soldi pompati nei mercati cosa ne è stato?

Se abbiamo comprato qualche contratto sull’ S&P 7 anni fà allora bene. Qualsiasi cosa avessimo comprato 7 anni fa ci avrebbe fatto ricchi. Se invece non lo abbiamo fatto, niente, non ce ne siamo nemmeno accorti. E’ tutto qui.

La pressione fiscale è cresciuta, il debito è cresciuto, e l’unica cosa positiva che oggi percepiamo è la diminuzione del prezzo del greggio che in qualche misura restituisce potere d’acquisto ma solo nei paesi che importano.

Insomma, le munizioni cominciano a scarseggiare, e le promesse avranno un effetto di un paio di mesi al massimo, e fino ad allora i mercati risaliranno…ma poi?

 

 

 

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