Intermarket Analysis : petrolio e dollaro sono i driver del 2016

Scritto il alle 14:23 da [email protected]

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Il 2016 è partito molto male, facendo capire subito che si tratterà di un anno molto diverso dai precedenti. La volatilità si manterrà elevata e il rischi sono molti.

La prima questione riguarda gli effetti del crollo del prezzo del greggio : le maggiori banche d’affari vedono il petrolio a 20$ al barile nel 2016, e le conseguenze per il settore sono drammatiche.

I prezzi vengono compressi verso il basso da un eccesso di offerta a livello globale che può solo aumentare ora che sul mercato ritorna un altro gigante : l’Iran.

Nove anni fa, il consiglio di sicurezza dell’Onu aveva approvato un embrago che aveva isolato il paese con le terze riserve petrolifere al mondo dopo Arabia Saudita e Venezuela. Dopo l’accordo trovato lo scorso luglio con Usa, Francia, Cina, Russia, Gran Bretagna e Germania, le sanzioni questa settimana vengono revocate e l’Iran è pronto ad inondare il mercato con il suo petrolio.

La situazione potrebbe rientrare parzialmente solo con un accordo a livello dei paesi produttori per ridurre la produzione, ma questa eventualità è diventata molto improbabile dopo l’uccisione di un religioso saudita nei giorni scorsi in Iran, che ha fatto scoppiare lo scontro con l’Arabia Saudita.

Secondo la società di consulenza Wolfe Research, un terzo dei produttori di gas e petrolio in America, rischia il fallimento o al meglio la ristrutturazione, a meno che il greggio non torni ad almeno 50$ al barile!

Dollaro Usa vs US Oil

Dollaro Usa vs US Oil

A peggiorare la situazione è il super dollaro : la correlazione tra dollaro e petrolio la vedete nel grafico. Da novembre 2014 c’é stata un accellerazione nella corsa dei due asset che ricorda quella di ottobre 2008.

Il dollaro sta continuando ad apprezzarsi nei confronti di tutte le valute, con l’eccezione temporaneamente dell’Euro. Questo perché al momento esiste una correlazione inversa tra Euro e andamento dell’equity. Il dollaro sta correndo tantissimo soprattutto nei confronti delle commodities currency, come il Dollaro Australiano e il Dollaro Canadese.

Ricordo che il Canada è il principale partner commerciale degli Usa, assorbendo il 18% circa dell’export americano.

Il super dollaro sta deprimendo i profitti in Usa, ma il mercato azionario è salito senza pesare i rischi di un dollaro che si apprezzava, perché l’unico market mover era la droga della Fed.

Dollar Index vs S&P500

Dollar Index vs S&P500

C’è quindi una seconda correlazione insostenibile : quella tra la borsa Usa e il Dollaro ( ne abbiamo parlato qui ).

Lo vedete nel grafico, ad un certo punto (dal 2011), sotto l’effetto del Qe il mercato ha cominciato a salire in correlazione positiva con il dollaro, con una forte accelerazione a partire del terzo Qe. Ora si vedono gli effetti nefasti : profitti e utili sono cresciuti in misura molto minore rispetto al prezzo delle azioni, che ora sono diventate costose in termini di P/E.

E per farle tornare convenienti : o salgono i profitti in modo da compensare la discesa del mercato, o scendono i prezzi. E come stanno andando le trimestrali Usa iniziate la scorsa settimana? Male, molto male…ma lo vedremo in un altro post.

La correlazione Dollaro – Equity Usa non può più essere sostenuta, e può rientrare solo attraverso la correzione delle borse americane.

 

 

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