E se il rialzo dei tassi avvantaggiasse l’Euro?

Scritto il alle 9:54 da [email protected]

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Il rialzo dei tassi potrebbe non avere necessariamente un effetto recessivo sul cambio Euro Dollaro, e la parità nel breve non è più scontata da quando Draghi ha annunciato di lasciare invariato il QE.

Questa sera la Fed dovrebbe annunciare un rialzo dei tassi di 25 bsp, questo è quello che sconta il mercato oggi, non un punto di più e non uno di meno. In seguito all’annuncio del tasso ci sarà la conferenza stampa della Yellen, e potete starne sicuri il messaggio sarà molto rassicurante per i mercati.

Questo è quello che sconta attualmente il mercato. L’aumento dei tassi è già incorporato nei prezzi “Forex” attuali.

Aspettative sul livello dei tassi  - da FXCM

Aspettative sul livello dei tassi – da FXCM

Quindi come si muoverà il mercato valutario mercoledì sera e soprattutto come si muoverà dopo?

Il forte apprezzamento del dollaro è partito già da metà 2014. Il rally è stato determinato dall’allargamento degli spread tra i mercati obbligazionari europei e americani che riflettono in primis, ma non solo, la divergenza tra la politica monetaria delle due banche centrali : la Fed termina la sua politica espansiva, e la Bce l’ha appena cominciata.

Ma tutto questo è scontato o quantomeno dovrebbe. Ma guardiamo un po’ alla storia: come si è comportato il Dollar Index prima e dopo i precedenti aumenti dei tassi?

 

Dollaro usa prima e dopo il rialzo dei tassi -  di Fxcm

Dollaro usa prima e dopo il rialzo dei tassi – Grafico di Fxcm

Il grafico sopra è di Christopher Vecchio, Currency Strategist di Fxcm, e mostra l’andamento del dollaro nei 90 giorni precedenti e nei 90 successivi ai precedenti 6 aumenti dei tassi.

L’unico punto in comune tra i sei casi del passato, è l’apprezzamento del dollaro nel trimestre precedente, mentre l’andamento nei successivi tre, è molto volatile.

La tabella invece riporta i dati fino a 360 giorni di mercato dopo, oltre un anno.

Dollar index fino a 360 giorni dopo l'aumento - analisi di Fxcm

Dollar index fino a 360 giorni dopo l’aumento – analisi di Fxcm

E’ evidente che non è possibile identificare un comportamento ricorrente, anzi allungando l’orizzonte temporale la volatilità dei valori aumenta, quindi la variazione media diventa fuorviante.

Ognuno di quei sei aumenti del passato è diverso e rispecchia una situazione macroeconomica diversa. Nel 1983, il Pil cresceva quasi 6%, nel 1999 si era nel mezzo della bolla di internet, e nell’ultimo aumento del 2004, che ha preceduto il crash del 2007, l’inflazione era in forte crescita.

Oggi è tutto diverso, veniamo da tre Quantitative Easing negli Usa e ce n’è uno appena iniziato in Europa che sta alterando profondamente il mercato obbligazionario area euro.

E soprattutto il dollaro, rispetto agli altri casi, si è già fortemente apprezzato nell’ultimo anno.

Yeld Curve Us - da Fxcm

Us Yield Curve – da Fxcm

 

Se guardiamo la curva dei tassi Usa durante l’ultimo anno, caratterizzato dall’attesa per il primo rialzo dei tassi, i maggiori incrementi dei rendimenti si sono verificati nel tratto breve della curva, soprattutto fino alla scadenza dei due anni.

Cosa ci dice la curva dei rendimenti Usa?

Quando i tassi abreve crescono più rapidamente dei tassi a lungo si parla di “Flattening”. E’ il tratto a breve della curva che dobbiamo monitorare per capire come si muoverà nei prossimi mesi l’euro dollaro. L’elevata correlazione che abbiamo già osservato tra il cambio Eur/Usd e il biennale tedesco suggerisce di monitorare lo spread tra i titoli tedeschi a 2 anni e la corrispondente scadenza Usa.

Lo spread è molto forte, ma la mossa di Draghi di non aumentare il QE ha prodotto un bel balzo del tasso di rendimento del biennale tedesco. Vedremo se lo spread si normalizzerà dopo la speculazione del pre e dopo Fomc di stasera.

Us Bond 2y vs Germany Bond 2y

Us Bond 2y vs Germany Bond 2y

 

Vedete quello che sta succedendo sui mercati, si passa dal crollo all’euforia nel giro di un giorno, è solo speculazione. Quello che accade oggi e domani è solo frutto di speculazione, poi si tornerà a fare i conti con la realtà.

Quello che il mercato Usa invece non sconta affatto, dopo anni di logiche legate soltanto alla quantità di moneta iniettata, è il quadro macroeconomico attuale…e l’appiattimento della curva dei tassi Usa ci dice anche un’ altra cosa….aspettative di rallentamento!!!

Questo sempre che il rialzo arrivi, perché nulla vieta che alle 20 di questa sera vedremo ancora quello 0,25%, e che durante la conferenza la Yellen annunci : “che i tassi verranno aumentati in Marzo…” …..e sarebbe proprio una barzelletta….

 

 

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