Dove sarebbe oggi la borsa Usa senza la Fed ?

Scritto il alle 10:00 da [email protected]

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Mancano pochi giorni all’ ultimo meeting Fed del 2015, e quella che sta per terminare è stata l’ennesima settimana di “ordinaria follia” a Wall Street.

La sconnessione tra la Wall Street e il resto del mondo non finisce mai di stupire. lo scorso venerdì, nel post Draghi Day, con le borse europee in pieno sell off, l’America sfoderava un poderoso più 2%, scatenando un forte rialzo dell’Europa il successivo lunedì. Ma la stessa borsa Usa nel pomeriggio di ritracciava pesantemente innescando violente vendite ancora in corso in tutta Europa. La giornata di mercoledì poi è stata pazzesca : + 1,30% nella prima ora mentre i mercati europei collassavano e dopo il crollo, con il Nasdaq 100 che ha perso circa 80 punti ( una enormità per questo listino ).

C’ è una divergenza latente tra gli Usa e l’Europa che sta causando parecchio nervosismo nei mercati. La correzione in atto in Europa sta portando gli indici vicini ai minimi di agosto, mentre l’America è sempre li o quasi e il Nadaq100 è quasi sui massimi.

Death Cross e bull market a Wall Street

Death Cross e bull market a Wall Street

Lo scorso agosto, sul grafico del benchmark mondiale dell’azionario è ricomparsa la Death Cross, l’incrocio al ribasso tra media mobile a 100 e quella a 200. Una rarità per le borse Usa. In passato l’incrocio delle due medie di lungo periodo ha segnato inizio e fine di lunghe fasi direzionali del mercato, ma la volatilità elevata di questo periodo ha prodotto ben due incroci nell’ultimo trimestre. Il primo, Bearish, a settembre seguito da un nuovo incrocio rialzista Bullish in seguito al forte recupero post crash. L’ultimo caso di doppio incrocio in un periodo cosi breve é stato a fine 2011, e quindi….è partito un nuovo Bull Market?

La presenza massiccia nel mercato americano di trading algoritmico e trading ad alta frequenza altera profondamente gli equilibri dei mercati, e tutto è possibile a Wall Street. Certo che in un contesto di forte rallentamento dell’economia mondiale, un Bull Market che parte da questi livelli esporrebbe a forti rischi di instabilità dei mercati, perché poggerebbe praticamente sul nulla.

Non credo ad un nuovo bull market, il doppio incrocio è frutto della elevata volatilità, il Vix, che eravamo abituati a vedere su livelli di 12 – 15, da un anno è costantemente su valori elevati e sopra la media a 20. E l’alternarsi di forti ribassi seguiti da immediati recuperi è il risultato della mancanza di direzionalità del mercato, in pratica lateralizzazione.

S&P 500 supporti e resistenze

S&P 500 supporti e resistenze

E’ da un anno che l’america è in questa fase. La aree verdi nel grafico rappresentano aree di supporto, il primo livello area 2040 è stato violato mercoledì in intraday, mentre un secondo livello è l’area 2010 fino al supporto fondamentale dei 2000. L’unica la vera resistenza a questo punto, il muro che la borsa Usa deve superare per continuare il mercato toro, è la linea rossa che congiunge i massimi di sempre del 2015. E’ la semplice teoria di Dow, per tornare rialzista il mercato deve fare un nuovo massimo. Vedremo.

Per me lo scenario più probabile è un 2016 di mercato lateral  – ribassista, accompagnato da livelli di volatilità medio alta. Poi vedremo in successive analisi che in europa lo scenario potrebbe non essere molto diverso. Ricordiamo che in America solo con il QE 3 il mercato a preso letteralmente il volo.

Ma c’è un fattore che genera volatilità negli Usa come in nessuna altra borsa al mondo, si tratta della Fed. E’ possibile valutare in termini quantitativi il peso della Fed sugli indici americani?

C’ è chi lo ha fatto. Guardate questo grafico.

Pre_Fomc annuncment drift by Ned Davis Research inc

Pre_Fomc annuncment drift by Ned Davis Research inc

Ecco come la politica della Fed, o forse sarebbe più corretto dire la speculazione selvaggia intorno alla politica della Fed, ha contribuito a plasmare il mercato toro che stiamo tuttora vivendo. La linea blu rappresenta l’  S&P depurato dalle performance del giorno prima e del giorno dell’annuncio di ogni meeting Fed dal 1997. Avevamo già discusso qui, che solo i meeting di ottobre di Fed e Bce, tra l’altro quello della Fed senza conferenza stampa, avevano contributo al 30% del rialzo di periodo della borsa Usa. C’ è un gap di 1000 punti tra le quotazioni attuali e quelle senza il cosiddetto Pre-FOMC announcement ‘drift’ .

Quindi cosa aspettarci la prossima settimana?.E cosa aspettarci per tutto il 2016 quando andrà in onda la telenovella “Janet a quando il prossimo rialzo“??

Sapete benissimo che anche in Inghilterra è in corso un QE, e lo è tutt’ora. Avete mai visto tanta volatilità in concomitanza delle riunioni della Bank of England. Ovvio che ci sono delle grosse differenze in termini di peso delle rispettive decisioni. Ma guardate questo grafico.

LSE - FTSE100

LSE – FTSE100

Riguardate il grafico dell’S&P senza effetto Fed ( linea blu ) e confrontatelo con questo. Una somiglianza davvero incredibile. E’ il grafico del Ftse100 di Londra. Anche qui c’ è un maxi QE, l’unica cosa che manca è il Pre- Fomc Announcement Drift…..

 

 

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