Profit Warning a Wall Street

Scritto il alle 10:28 da [email protected]

 

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Siamo arrivati alla vigilia di Dicembre, uno dei mesi statisticamente migliori per la borsa Usa.

Ci arriviamo a conclusione di una anno in cui gli indici americani hanno toccato il nuovo record di sempre, 2.134 punti per l’S&P, 18.351 per il Dow e 4.737 per il Nasdaq 100. Nella prima metà di questo mese avremo due appuntamenti fondamentali : questa settimana Mario Draghi infiammerà i mercati ( o li deluderà ?), mentre il 16 dicembre ci sarà, forse l’annuncio di una simbolico aumento dei tassi da parte della Fed, e la borsa Usa ci arriva con i propri listini pericolosamente vicini ai massimi. Nonostante la forte volatilità che questi eventi genereranno, è molto improbabile che quei livelli possano essere ritoccati nel 2015.

Ma una volta che sarà passato l’effetto banche centrali, cosa possiamo aspettarci nel 2016?

Nell’immagine di seguito due grafici estratti dai periodici report rilasciati da Goldman Sachs.

 

S&P 500 - previsioni Goldman Sachs a confronto

S&P 500 – previsioni Goldman Sachs a confronto

 

Sulla sinistra, siamo a Marzo, la banca d’affari stima i target di fine anno dell’S&P 500, mentre nella parte destra c’ è lo stesso grafico con le stime riviste a settembre 2015.

Le vecchie previsioni vedevano l’S&P chiudere il 2015 in area 2100 punti, e siamo vicini a quel livello. Questa previsione però si basava su una stima ottimistica degli Eps che, come si vede nel grafico, erano visti in crescita per tutto il 2015, dopo il calo nell’ultimo periodo del 2014. Nel corso del 2015 però, le stime sono state periodicamente riviste al ribasso, e dopo la brutta correzione di agosto la Goldman ha dovuto rivedere i suoi target ( grafico a destra ), che ora sono : area 2000 punti per il 2015 mentre area 2100 diventa il target per il prossimo anno. E questo senza considerare i consuntivi relativi all’ultima trimestrale che è stata la peggiore dal 2009, anche a causa del super dollaro.

Il vero driver dei mercati finanziari alla fine sono gli utili societari. L’espansione monetaria ha gonfiato le quotazioni ad un tasso superiore a quello della crescita degli utili, ma è comunque avvenuta in un contesto di crescita di margini ed Eps.

Poi però qualcosa è cambiato, guardate cosa è successo dal dicembre 2014.

Eps Growth Rates 2015 by Csimarket.com

Eps Growth Rates 2015 by Csimarket.com

Il quadro sembra piuttosto negativo, gli utili per azione hanno continuato a scendere per tutto il 2015, complice il forte apprezzamento del dollaro.

Si tratta di dati cumulativi che comprendono anche il settore Oil & Gas e Materials che hanno subito i danni peggiori a causa del crollo dei prezzi. Quindi qualcuno potrebbe osservare che, se si escludono questi settori la situazione degli utili migliorerebbe. Ma guardare i dati al netto del settore Energy non sarebbe corretto, perché si tratta di un comparto importante  per l’economia, che contribuisce con il 25% della spesa totale in conto capitale ( Capex ), con un gran numero di lavoratori con salari medio-alti, e con le sue interconnessioni con molti altri settori.

Considerando le prospettive sui tassi di interesse, che resteranno a lungo bassi in Europa, e con ulteriori possibili tagli nel resto del mondo, il dollaro dovrebbe mantenersi forte almeno per il prossimo anno, continuando ad esercitare un effetto recessivo sui profitti societari ( leggete qui ) . Per cui non si può escludere che nel 2016 ci sarà una revisione al ribasso anche della crescita del Pil Usa.

Ma se gli Eps si sono ridotti, mentre gli indici azionari crescevano, è ancora conveniente la borsa Usa a questi prezzi?

Cerchiamo di rispondere con questi due grafici.

S&P 500 e Shiller P/E

S&P 500 e Shiller P/E

Grazie ai preziosi dati che il Dr. Robert Shiller mette a disposizione on line, ho comparato l’andamento dell’S&P 500 con il CAPE Ratio. Il Ciclically Adjusted Price Earnings (CAPE) é stato sviluppato Robert Shiller e  John Campbel nel 1988 ed è ispirato ai principi di Benjamin Graham, il padre del value investing.  Quando il P/E di Shiller raggiunge valori superiori a 25, può indicare che il mercato è diventato troppo caro rispetto agli utili generati. Nel grafico ho posto un allert ad un livello di 26x. Ai prezzi di oggi il P/E Shiller è a 26,4x.

I valori di oggi non sono comprabili a quelli che hanno condotto alla bolla di internet dove si è arrivati a valori superiori a 40, o a quelli del 1929 quanto tra febbraio e ottobre questo rapporto è arrivato in area 30.

Ma il valore di 26x è generalmente riconosciuto come un valore di allert. Si pensi che la borsa Cinese prima del crollo di Agosto aveva un Cape Ratio di 43x. Valori superiori a 26x nel recente passato hanno preceduto il crollo del 2007, che però è stato causato da altri fattori. D’altra parte, se gli utili scendono è il mercato sale o resta stabile, questo rapporto continuerà a crescere, e la borsa Usa diventerà sempre più cara.

Sempre utilizzando i dati del Dr. Shiller ho comparato l’ S&P con gli Earnings.

Dr Shiller data - S&P 500 Earnings

Dr Shiller data – S&P 500 Earnings

Qui la la situazione di allert è di più immediata lettura. I dati sono mensili, e ho inserito un media mobile ad un anno. Ho evidenziato nel grafico 3 punti in cui si sono verificate entrambe le seguenti due condizioni : il P/E Shiller sopra quota 26 e  gli Earnings sotto la propria media mobile a 12 mesi.

E’ evidente che l’allert è scattato già da un po’, ma sembra che la borsa Usa non abbia ancora pienamente scontato questo scenario.

Aggiornerò periodicamente questi due grafici man mano che verranno rilasciati gli aggiornamenti.

Chiarisco che non sto “profetizzando” assolutamente crolli, perché la situazione odierna non è comparabile come già detto, ne con la bolla di internet ne con la crisi del 2007, ma sono possibili correzioni che riportino il Cape ratio verso valori più congrui. Quindi cosa possiamo aspettarci per il prossimo futuro?

Lo scenario che ritengo probabile per il 2016 è lateral – ribassista. E se non ci fosse il QE europeo, che potrebbe stimolare la Fed ad agire in qualche modo sul dollaro, direi solo ribassista.  Gli elementi che hanno pesato sugli utili societari continueranno a pesare anche nel prossimo futuro. A dicembre ci sono due appuntamenti che genereranno volatilità nel breve ma poi si tornerà a ragionare sui fondamentali, i quali ci dicono che la borsa Usa è cara al momento.

E la normalizzazione del mercato può avvenire solo in due modi : o crescono gli utili, o calano i prezzi dell’ equity.

 

 
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