Eurodollaro : la parità è vicina

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Mancano pochi giorni all’ultimo meeting della Bce, e i mercati attendono di sapere cosa dirà Mario Draghi nell’ultima conferenza del 2015 di Giovedì 3 Dicembre.

Ieri mattina è stato pubblicato il Financial Stability Review, un rapporto che la Banca di Francoforte stilla due volte l’anno in marzo e novembre. E’ bastata un intervista rilasciata a Bloomberg del vice presidente Victor Constancio che ha “implicitamente confermato ” l’ipotesi di un ampliamento del quantitative easing a far scattare gli acquisti sui mercati Europei e le contemporanee vendite sulla moneta unica.

 

25 novembre – Mercati europei ed Euro dopo l’apertura

 

In una situazione caratterizzata da incertezza economica e addirittura da venti di guerra, è bastato questo a far salire i mercati. Certo che l’abbattimento volontario di un caccia Russo da parte della Turchia non è proprio uno scherzo. Ma tant’è. Nulla ha più importanza per i mercati che le promesse di una banca centrale.

Quello che vuole il mercato è chiaro, espansione monetaria ad oltranza, ma quali sono le opzioni, cosa potrebbe realmente annunciare Draghi il 3 dicembre?

Le manovre ipotizzabili sono sostanzialmente quattro : un ulteriore taglio del tasso sui depositi, un allungamento temporale del QE, un incremento nel quantum del programma di acquisto di bond, e una estensione degli acquisti ad altre asset class.

In effetti Draghi ha più volte fatto capire che la presunta fine del QE a settembre 2016 non è assolutamente tassativa, e considerando l’attuale distanza dal target di inflazione cui il programma mira, dovrebbe essere scontato un allungamento temporale del programma, che d’altra parte una durata definita non l’ha mai avuta.

Pertanto un annuncio “solo” in tal senso raffredderebbe molto gli entusiasmi dei mercati in un contesto di decrescita economica globale e di forti tensioni geo politiche.

Il taglio del tasso sui depositi è una manovra probabile ma che da sola non sarebbe apprezzata, restano dunque le due ipotesi di un aumento dell’ammontare di acquisti e di una sua estensione ad altri asset.

Quale effetto per l’euro? Quella parità che la maggior parte degli analisti danno per scontata nel primo trimestre 2016, potrebbe invece arrivare entro la fine dell’anno?

 

Eur/Usd - Grafico Daily

Eur/Usd – Grafico Daily

 

Siamo molto vicini al supporto di un’area di congestione trimestrale dei prezzi, poco sopra il doppio minimo fatto registrare il 14 marzo e un mese dopo il 13 aprile. La parità è a portata di swing, e un cedimento del livello di 1,05 ha come target la proiezione del massimo relativo del 15 ottobre, sotto la parità a 0,95. Considerando la velocità di discesa dall’ultimo massimo, la possibilità di arrivare alla parità entro fine anno, è da prendere in considerazione.

 

 

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