Wall Street : analisi della stagionalità

Scritto il alle 9:23 da [email protected]

 

La scorsa settimana avevo dato come probabile uno scenario correttivo per la borsa Usa. Ma Wall Street mi ha prontamente smentito con una candela settimanale che ha recuperato tutta la discesa della precedente settimana. In effetti mi era imperdonabilmente sfuggito che mercoledì 18 novembre venivano pubblicate le minute dell’ultimo incontro del Fomc.

Verbali che, come si poteva prevedere, non hanno aggiunto nulla di nuovo a quanto già si sapeva già : possibile, ma non scontato, aumento dei tassi già a dicembre, ma a condizione che i dati macro lo permettano.

Emerge inoltre la volontà, ma anche questo lo davamo per scontato, di tenere il  livello target dei tassi reali nel breve periodo a livelli comunque minimi e di proseguire con una politica monetaria accomodante. Insomma, non ci sarà una vera stretta monetaria nell’immediato futuro, ed eventuali rialzi saranno contenuti e spalmati nel tempo in modo da potere essere graditi ai mercati. Qualora ce ne fosse bisogno, verranno utilizzati nuovamente strumenti di politica monetaria non convenzionale. Morale : i QE non sembrano funzionare tanto ma piacciono.

 

S&P 500 - Grafico mensile

S&P 500 – Grafico mensile

E così siamo di nuovo pericolosamente vicini ai massimi assoluti.

Nonostante una stagione delle trimestrali che segna l’ennesima decrescita degli Eps, il mese di ottobre è stato il terzo miglior mese degli ultimi 30 anni con un +8,94%, secondo solo al + 10,71% del 1982 e al + 10,60 del 2002. Un recupero che ha portato in positivo il bilancio annuale del benchmark mondiale che ora segna un + 1,47% : siamo a +221,16% dal minimo di marzo 2009, 6 anni e 2 mesi di rialzi quasi ininterrotti, con pochissime correzioni degne di nota.

Csimarket.com - Revenue Growth Rates S&P 500

Csimarket.com – Revenue Growth Rates S&P 500

Poco conta se i margini aziendali si deteriorano (vedi screenshot qui sopra), e l’economia mondiale tira inesorabilmente il fiato. C’ è ancora spazio di salita se si pensa al +249% dei cinque anni e tre mesi di mercato toro che hanno portato alla bolla di internet. Continua quindi inesorabilmente questa dicotomia tra mercati ed economia reale, a cui ormai siamo abituati e forse rassegnati.

Ma non parliamo di questo, parliamo invece di stagionalità, perché ci avviciniamo al mese statisticamente più positivo per la borsa Usa : Dicembre.

Ho raggruppato in una tabella i rendimenti mensili degli ultimi 34 anni del Dow30, dal gennaio del 1982 ad oggi.

Dow Jones - Rendimenti mensili dal 1982

Dow Jones – Rendimenti mensili dal 1982

Ho evidenziato i valori dei mesi più positivi e quelli più negativi. Nella prima colonna ho inserito il rendimento medio, ma vi dico subito, non è un dato significativo, basta guardare la colonna “Deviazione strandard” per rendersi conto della variabilità del dato. In pratica basta sommare e sottrarre al rendimento medio la deviazione standard per ottenere un range di variazione che comprende il 68,26 % dei valori osservati.

Le colonne più interessanti sono invece quelle in cui è calcolato il numero di mesi positivi e negativi, la percentuale sul totale, e il rendimento cumulato.

Guardate Aprile : se ogni anno dall’ 82 avessimo comprato il 1 aprile e venduto alle 22.00 del 30, avremo guadagnato il 75,60%. Quindi Aprile è decisamente il migliore mese per investire sulla borsa Usa, e ce lo dice anche la deviazione standard. La variabilità é tra le più basse ( 3,67 %). Questo indica che nel 68,26% dei casi il rendimento di Aprile è stato compreso tra +5,90 % e – 1,45%, con un range di variabilità del 7,34%.

E il mese più nero?

Settembre, risultato negativo il 58% delle volte nell’ultimo trentennio. Dicembre invece è decisamente un buon mese : è il mese più positivo dopo Aprile, 24 volte in gain ( il 72% del totale ), ed è anche il mese con la più bassa deviazione standard : rendimento compreso tra +4,75% e – 1,10 nel 68,26% dei casi, con un range del 5,85% che è il più basso tra tutti i mesi dell’anno.

Quindi, la correzione deve ancora attendere o quest’anno sarà diverso? Intanto il 3 dicembre Draghi difficilmente deluderà i mercati, ma prima di allora ci aspetta una settimana molto importante dal punto di vista macro : mercoledì verrà diffuso il dato sul Pil del III trimestre Usa, in anticipo perché giovedì è il giorno del ringraziamento, borse Usa chiuse e venerdì aperte per mezza giornata. Ma c’ è da aspettarsi volatilità all’uscita del Pil, perché è uno degli ultimi dati dell’anno che conta e peserà sulle scelte della Fed il prossimo 16 dicembre.

 

 

 

banner-long-IM

VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 10.0/10 (2 votes cast)
Wall Street : analisi della stagionalità, 10.0 out of 10 based on 2 ratings
Nessun commento Commenta