FTSE MIB : livelli operativi e scenario di medio termine

Scritto il alle 9:00 da [email protected]

Mancano meno di due mesi alla fine dell’anno, e in molti si chiedono se ci sarà un rally di natale. Statisticamente per la borsa Usa i mesi di novembre e dicembre sono estremamente favorevoli, ma quali sono le prospettive per il nostro FTSE MIB?

Il FTSE 40 ha già guadagnato molto nel 2015, segnando fino ad ora un +19%. Si tratta della migliore performance europea, e la migliore degli ultimi anni per il nostro indice. E questo è già di per se un invito alla prudenza. Inoltre negli ultimi due anni il periodo natalizio non è stato particolarmente favorevole per Piazza Affari, anzi.

FTSE 40 - Grafico giornaliero

FTSE 40 – Grafico giornaliero

Il quadro tecnico è il seguente : siamo nella parte intermedia di un canale rialzista tra massimi e minimi di agosto e settembre. La volatilità intraday é piuttosto elevata segnalando incertezza nel breve. La trend line rossa intermedia che congiunge i massimi relativi di maggio e giugno rappresenta una prima area di resistenza che ha respinto i prezzi verso il basso per tutto il mese di ottobre. La rottura del livello di resistenza in area 26.000 spingerebbe le quotazioni verso i 23.000 pti prima, e successivamente verso il secondo livello di resistenza in area 23.500. Il primo supporto è in area 22.100. Se prevale lo scenario ribassista, una chiusura daily sotto questo livello, potrebbe innescare ulteriori discese delle quotazioni verso area 21.720, e in caso di violazione anche di questo livello, fino alla parte bassa del canale in area 21.200. A quel punto dovrebbero tornare i buy, considerando che per fine anno sarà annunciato, salvo clamorosi ripensamenti che non sono “da Draghi”, un aumento del QE, ma la probabilità di rivedere i massimi prima della fine del’anno, è molto bassa.

Una considerevole fetta dei guadagni del FTSE é legata agli annunci della Banca Centrale : +33% in tre mesi, dall’ annuncio del QE del 22 gennaio al massimo di metà di aprile. Un balzo da 18.800 a oltre 24.000 punti raggiunto troppo velocemente che il mercato non poteva reggere. Inutile sottolineare ancora una volta, quanto “poco sani” siano questi eccessi speculativi che non c’entrano nulla con i fondamentali. Prima che la BCE  aumentasse di un solo euro la base monetaria ( il programma è iniziato il 9 marzo ), le borse avevano già scontato quasi tutto. Ma queste considerazioni ci torneranno utili per misurare l’effetto di un eventuale QE2.

Questo il quadro tecnico. Ma poniamoci la seguente domanda : possiamo determinare un “fair value” per il nostro indice da qui a sei mesi? Quale potrebbe essere un livello congruo con i fondamentali?

Mi sono divertito a compilare una tabella, perdendoci un po’ di tempo. Ho inserito tutti i titoli del FTSE, considerando i seguenti valori : prezzo attuale, massimo 2015 e Target Price. Quindi ho calcolato la distanza prezzo attuale – massimo 2015,  e poi la distanza Target Price – prezzo attuale, e infine il delta tra i Target Price e i massimi 2015. [ per i prezzi la chiusura è quella di venerdì 7, mentre per i target price ho calcolato la media delle stime diffuse ad ottobre e novembre per ogni titolo dai vari analisti].

Per ragioni di spazio, ho inserito la tabella con i soli 10 titoli a maggiore capitalizzazione, ma che contano per il 62,7% del FTSE. Vediamo che indicazione possiamo trarre da questi dati, che io trovo molto interessanti. Ricordiamo che il target price, è un prezzo di vendita, ovvero un prezzo a cui il broker che lo ha stimato, venderebbe il titolo.

Massimi 2015 e Target Price dei primi dieci titoli del Ftse Mib

Massimi 2015 e Target Price dei primi dieci titoli del Ftse Mib

La prima cosa da notare é che gli analisti stimano un considerevole potenziale di apprezzamento per i nostri titoli nel medio termine. Particolarmente convenienti sarebbero le quotazioni di  Fca, Unicredit, Intesa e della stessa Enel. Ma ancora più interessante secondo me è l’ultima colonna della tabella, che misura a distanza tra le stime dei target price e i massimi di aprile 2015. Per la maggior parte dei titoli, i target stimati sono inferiori ai massimi 2015. A questo punto con un semplice esercizio di calcolo possiamo stimare un valore teorico del FTSE 40, considerando i target price : il valore che viene fuori è 24.346, che guarda caso è un soffio sopra i massimi di aprile. Come dobbiamo interpretare questo valore? Possiamo vederlo in due modi, entrambe utili.

Da una parte rappresenta un livello target a cui il Ftse probabilmente ritornerà nei prossimi mesi se l’outlook non peggiora. Dall’ altro come un livello di eccesso misurabile, che il mercato aveva raggiunto troppo velocemente la scorsa primavera in preda all’ euforia da quantitative easing. Quindi in conclusione i fondamentali ci dicono “Buy” nel medio periodo, ma attenzione agli eccessi che sono sempre destinati a rientrare.

Vi lascio infine con una watch list di titoli che ho estrapolato dal foglio di calcolo.

Ftse Mib - Titoli da monitorare

Ftse Mib – Titoli da monitorare

Questi sono gli unici titoli che soddisfano la seguente condizione : Target price > Massimo 2015.

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