S&P500 Target 2017….proviamo a indovinare?

Scritto il alle 8:13 da [email protected]

Prevedere l’andamento della borsa è il sogno di tutti. Ricordate Ritorno al Futuro II? Il grande, grosso e arrogante BIFF, ormai un vecchietto, ruba la DeLorean con il grande almanacco sportivo contenente tutti i risultati sportivi tra il 1950 e il 2000, torna indietro nel tempo, e diventa stra miliardario. Poi c’è la storia di Andrew Carlssin, viaggiatore del tempo di Wall Street, che trasformò pochi spiccioli in una fortuna.

Noi purtroppo non abbiamo almanacchi, eppure lo scorso anno abbiamo centrato clamorosamente il target sull’S&P500. Siamo stati fortunati? No…è il mercato Usa ad essere prevedibile, anche troppo…

La regolarità dell’S&P500  è impressionante, da non crederci…vi ripropongo questo grafico.

Quando si dice un trend praticamente perfetto. Ne abbiamo già parlato, la relazione tra l’andamento del prezzo dell S&P500 e del Dow, e il tempo, è perfettamente lineare. Rquadro = 97%, in pratica fare una revisione con bassissimo margine di errore, è la regola non l’eccezione.

Graficamente : ogni volta che l’indicatore scarto, ( che misura la variazione rispetto alla retta di regressione lineare in azzurro), scende al di sotto dello Zero, scatta un allert, una possibile area di acquisto. L’ipotesi è che il trend continuerà: e se così sarà, l’anno chiuderà in area 2.600 punti, con un range del +o- 5%.

Non dovrebbe essere cosi, ma lo è da anni. Non possiamo dire lo stesso per altri indici, ma se hai una linearità del genere sul paniere delle 500 società più grandi del mondo, a cosa ti serve lavorare? E pure siamo qui, forse non vogliamo credere ai nostri occhi, forse abbiamo paura che dopo una corsa del genere, tutto possa collassare in un attimo? E’ perché mai dovrebbe crollare tutto?

Tutto questo castello di carte fa comodo a così tante persone…fa letteralmente girare il mondo. Volatilità Zero, oltre 400 giorni giorni senza una correzione degna di nota ( mai sotto del 5%), è l’ambiente ideale degli algoritmi.

Linearità e stagionalità…

Riprendiamo anche la nostra analisi della stagionalità…gli ultimi 30 anni della borsa Usa in cifre.

Il periodo nero Agosto – Settembre, se n’è andato senza lasciare traccia. Settembre è il mese più nero per la borsa Usa, ma quest’anno è filato tutto liscio, e ora entriamo nell’ultimo trimestre dell’anno, che è quello invece più positivo, statisticamente parlando. (Dicembre il 72% delle volte si è chiuso in gain). Ma…c’è da aspettarsi un pò di movimento ora.

Tipicamente, il quarto trimestre dovrebbe essere così, si delineano i dati finali di bilancio, si annunciano le politiche aziendali e le strategie, e inizia il posizionamento / riposizionamento dei gestori, insomma lo shopping per il 2018 inizia da qui. Per cui nuvole all’orizzonte non ne vedo, o meglio io ne vedo tante sull’economia reale, soprattutto per noi, ma i mercati finanziari semplicemente le ignorano. Non ci dimentichiamo che viviamo un mondo drogato…finchè dura ok, ma poi vedremo.

Il P/E di Shiller, la metrica che ci dice quando una borsa è sopravvalutata, ha raggiunto i 31 volte gli utili, siamo nel 5% dei valori più altri della storia….ma non è ancora finita…perché siamo ancora in una fase di relativa normalità (vedi qui)…guardate che Trump è obbligato a fare i tagli fiscali…avevamo detto aprile 2021?

E’ una situazione che fa comodo a troppe persone….e tante altre ne saranno travolte…ma ricordiamoci sempre che #nonsipuòcomprarelafelicità

 

 

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