Eccovi servita la batosta del secolo….[parte 1]

Scritto il alle 8:33 da [email protected]

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….ed è soltanto l’inizio. Eppure basterebbe semplicemente applicare le regole della buona economia. Allora ti chiedi seriamente se questa cosa “sia voluta”….

Tutto questo accadrà con matematica certezza, andiamo verso un futuro certo di stenti e forse di miseria, a meno che non venga cancellato o drasticamente modificato, il Trattato sulla Stabilità, sul Coordiamento e sulla Governance, noto come Fiscal Compact, firmato nel 2012 e caduto nel dimenticatoio, ma ora inizia a chiederci il conto.

Obbliga l’Italia a rispettare questi 3 parametri:

  • il vincolo dello 0,5 di deficit “strutturale” rispetto al PIL ( che il Governa mira  raggiungere in 2 anni);
  • l’obbligo di mantenere al massimo al 3 per cento il rapporto tra deficit e PIL, già previsto da Maastricht ( qui ci rientriamo );
  • per i paesi con un rapporto tra debito e PIL superiore al 60 per cento previsto da Maastricht, l’obbligo di ridurre il rapporto di almeno 1/20 esimo all’ anno ( della differenza rispetto al 60%), per raggiungere quel rapporto considerato “sano” del 60%.

I controlli UE sono appena iniziati, e da qui viene fuori la “manovrina di primavera”. Fermiamoci su quest’ ultimo punto. Chiariamo subito che non esiste un solo stralcio di dimostrazione empirica, che il rapporto 60% di Debito sul Pil, sia ottimale.

L’unico “un paper di Carmen Reinhart e Kenneth Rogoff, tra i più citati negli ultimi anni, nel quale si evidenziava l’esistenza di una correlazione tra un alto rapporto Debito/PIL (maggiore del 90%) e la bassa crescita, è inficiato da gravi problemi metodologici e addirittura da un banale errore nel foglio di calcolo, tanto che su twitter si parla di #excelgate.( da Keynesblog)”

Non esiste nessun parametro macro economico ottimale! Sono invenzioni! Possono esistere solo ottimi relativi al contesto macro economico di riferimento e sono validi solo in un determinato periodo di tempo. Facciamoci due conti a questo punto, visto che secondo il DEF il nostro rapporto Defit/Pil (oggi al 2,4%) che deve arrivare a 0,2 nel 2019. Parliamo di almeno 50-60 miliardi.

Questo grafico è del biennio 2011-2012, quando fu varato il Fiscal Compact, quando si è salvata la Grecia…

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Oggi per alcuni è drammaticamente peggiorata….per alcuni….

Vincitori e Vinti…..

….noi oggi siamo al 132,60% del Pil, la Grecia è al 180% il Portogallo e Cipro al 130%, la Spagna è arrivata al 100% in 5 anni!!!!. Siamo secondi in Europa e quarti nel mondo. La Grande Germania è al 68%, quindi solo 8 punti sopra il Suo Ottimo. Di conseguenza mentre la Grande Germania potrà tagliare il suo rapporto di una miseria, l’Italia partendo da un livello cosi elevato, deve per forza dissanguarsi per rispettare questi vincoli. (Vedi qui) 

Ma vediamolo graficamente….

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Dovrebbe succedere questo : improvvisamente il rapporto tra Debito e Pil che è stato tendenzialmente sempre crescente ( parte sinistra), inverte la rotta e inizia a diminuire fino ad arrivare tra alla fatidica soglia :….nel 2063!!

Per ottenere un simile risultato senza ucciderci di ulteriori tasse, si assume che ogni Euro di nuovo debito che viene fatto, produce 1,07 € di nuovo Pil. Si tratta di una redditività del 7%, e pensate che la relazione tra il Debito e il Pil dall’Unità d’Italia ad oggi è in media del 3%. Quindi stiamo ipotizzando che un’amministrazione corrotta e sprecona, diventi improvvisamente un esempio di efficienza nell’impiegare le risorse.

Il Pil dovrebbe crescere del 1,56% in media all’anno nei prossimi 40 anni ( 3% ognuno dei prossimi 3 anni ), e il debito dovrebbe diminuire in media dello 0,12% l’anno, dopo un periodo iniziale di leggero aumento. Se invece usiamo parametri un può più restrittivi, nel 2080 saremo ancora sopra il 100% del rapporto Debito/PIL. Ma questo non avverrà…non in questo modo.

Il Fiscal Compact, il motivo per cui l’Europa chiede continui aggiustamenti e batoste, è stato firmato dal Governo Monti…e del decreto Salva Italia…

Distruttori della nazione….

L’obbiettivo di ridurre il debito, o comunque di renderlo sostenibile, è indubbiamente condivisibile. L’attuazione di questa politica attraverso l’imposizione di una cieca austerità, fatta di parametri quantitativi rigidi, mai validati scientificamente, palesemente insostenibili per i paesi in difficoltà, serve solo a distruggere la competitività di quei paesi, a vantaggio delle economie virtuose.

L’ultima volta che il rapporto Debito/Pil in Italia è stato sotto il 60% era il 1981. L’unica volta che ha intrapreso un percorso di riduzione è stato nel periodo 1994 – 2002 : il rapporto passa dal 121% al 99%. Ma come ci è arrivato? Quella assurda corsa per entrare nell’Euro….

“…..Solo nel 1995, in presenza di una nuova, insidiosa crisi di cambio della lira, l’avanzo primario viene portato a una dimensione tale (4,2 per cento del Pil) da consentire l’avvio della riduzione del rapporto debito/Pil. Nel 1996 lo sforzo di correzione del bilancio viene mantenuto: l’avanzo primario è pari al 4,6 per cento del Pil, ma la china discendente nel rapporto debito/Pil è ormai stata intrapresa.
Come si è passati da un saldo primario nullo nel 1991 a un surplus di oltre 4 punti e mezzo di Pil nel 1996? Con un aumento della pressione fiscale di 2,2 punti; con un aumento delle altre entrate, in parte una tantum, di 0,5 punti; con una riduzione delle spese primarie per i restanti 1,9 punti….” (da Salvatore Rossi – Aspetti della politica economia Italiana 1992-2002…)

….tasse, tasse e riduzione della spesa, ma di quella che ha portato altre tasse. Ma c’è un altro evento…nel 1992 l’Italia lascia lo Sme….

“Fra il 1991 e il 1995 la lira perde quasi un terzo del suo valore esterno, cioè della sua quotazione media sui mercati dei cambi. Nello stesso periodo, il valore interno della lira,
cioè il potere d’acquisto dei consumatori italiani, si riduce solo di un sesto. È, questo, un
evento inusuale.”

Il nostro export negli anni successivi inizia a volare…e poi arriva l’Euro…e le sue politiche…solo manovre contabili, nessuno sforzo qualitativo, poco o nulla sulla ricerca, nessuna semplificazione, nulla, solo giroconti contabili dal patrimonio privato, a quello pubblico, e da qui viene bruciato…

Chi dobbiamo ringraziare…

…un Italiano, si chiama Mario Draghi. Questo è un grafico molto importante…

def2017

Dal DEF 2017 : nella “manovrina” non ci sono tagli alla spesa, non ci sono misure qualitative, ci sono solo politiche di bilancio basate sulle entrate. Sono solo spostamenti dalle tasche della gente, a quelle dello stato ( Avanzo Primario ), fino a portare questo aggregato a pareggiare gli interessi sul debito (4% del PIL). L’ammontare del nostro debito è legata alla dinamica dei tassi di interesse.

L’Italia, ha l’avanzo primario più alto d’Europa, grazie alla pressione fiscale insostenibile. Ma tutto questo non basa, perché deve pagare una montagna di interessi sul debito….per cui ci indebitiamo per pagare gli interessi..

Ma quando Draghi dal 2019 non ci sarà più? Oggi a siamo arrivati a questo…(da Truenumbers.it)…..ma l’Iva potrà arrivare anche al 30% a questo punto, e vedrete che ci arriverà…

TotalTaxrate

L’economia Italiana, la gente non può sopportare un centesimo di tassazione in più, e pure loro continuano, e con l’arrivo degli aumenti sull’Iva e sulle accise previsti da una manovrina, passata persino inosservata….inizierà una nuova fase recessiva…

Sono due le variabili chiave da monitorare : il debito, e la nostra curva dei rendimenti…….to be continued….

 

 

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