The Post Euro Apocalipse : il giorno dopo l’uscita dell’Italia dall’unione…

Scritto il alle 8:38 da gianpierobn@finanza

monolito

Quanto varrebbe la Lira il giorno dopo l’uscita dall’euro? Quanto costerebbe la benzina? Cosa accadrebbe ai conti correnti, alle banche, alle imprese?

Quella che segue è una ricostruzione “in parte” di fantasia. Nessuno sa realmente cosa accadrà, in quanto dipende dal “come avverrà”…..ma diversi studi fatti in passato, sostengono che dopo uno shock iniziale, i paesi come l’Italia risorgerebbero….

Se ad uscire fosse un singolo paese, è plausibile che gli altri stati membri renderanno il tutto particolarmente traumatico per creare un deterrente….

The Day After – La Svalutazione monetaria

La svalutazione della lira è l’effetto collaterale più sbandierato dai pro-euro, ma non sarebbe così drammatica come fanno credere.

Dalla sua introduzione l’EuroDollaro ad esempio, è passato da 0,8 a 1,60, e nel solo semestre che ha preceduto il lancio del QE si svalutato del 40% . Fortunatamente per noi, anche il petrolio è sceso molto, altrimenti ci saremo ritrovati con la benzina di nuovo a 2 €. A parte questo, abbiamo avuto solo un modesto effetto positivo sulle esportazioni e sulla nostra bilancia commerciale. E’ probabile che nei prossimi mesi vedremo crescenti effetti positivi per via del gap temporale che esiste tra una svalutazione e l’incremento dell’export.

Ma tutto questo avviene perché siamo all’interno di un’ grande mercato comune di 300 milioni di persone che usano la stessa valuta, e la svalutazione non produce effetti negli scambi commerciali intra UE. Se invece avessimo la lira?

Il cambio Eur/Lira fu fissato in origine a 1936,27 lire, e in caso di ritorno alle valute locali andrebbe rideterminato sulla base di parametri come l’inflazione. Ma per semplicità utilizziamo questo cambio.

Exit area euro - game theory and euro break up risk premium - BofA 2011

Exit area euro – game theory and euro break up risk premium – BofA 2011

Ipotizziamo uno scenario da shock. L’Italia indice un referendum sulla permanenza nell’area €, e il popolo vota NO!!. Il giorno dopo, alla riapertura dei mercati Forex, l’EurUsd arriverebbe a 0,80, e Il FTSE precipiterebbe del 20% sui timori di collasso del sistema bancario.

Verrebbero da subito vietate le vendite allo scoperto sui bancari, e si arriverebbe alla chiusura totale delle contrattazioni, all’introduzione di misura drastiche per i controllo dei capitali. Verrebbero introdotte pesanti penali per risoluzione anticipata dei contratti assicurativi, e sui trasferimenti di conti correnti. La soglia dei prelevamenti e degli scambi in contante sarebbe abbassata drasticamente. Non credo ci sarà la corsa agli sportelli perché gli italiani sono diventati pigri. Ma chi potrà porterà fuori i suoi capitali subito….

Panico, paura, incertezza, e bagarre politica. Ogni dichiarazione infiammerà o deprimerà i mercati, la speculazione entra in gioco, i tassi sui bond saliranno inizialmente alle stelle…

28 Weeks Later – La Nuova Lira…

Nella fase di transizione dovranno essere definiti molti rapporti. La questione più importante sarebbe la decisione sulla conversione di tutto o parte del debito pubblico in Lire. La Banca d’Italia dovrebbe ritornare a fare la Banca Centrale. Intanto nasce la Nuova Lira, e possiamo immaginare che all’inizio sarà garantita la circolazione di entrambe le valute….ma cosa accadrà quando la Lira tornerà sul mercato valutario?

Immaginiamo che la la conversione in lire venga mantenuta ferma al livello iniziale, Eur/Lira = 1936,27, ma appena ammesso alle contrattazioni, il cambio salirebbe a 2.500 lire (-30% sull’euro).

Cambio Dollaro/Lira fino al 2000...

Cambio Dollaro/Lira fino al 2000…

Il cambio con il Dollaro andrebbe a 3.125 lire. Improvvisamente dovremo riabituarci a ragionare in lire. Un litro di benzina costerebbe 5.937,50 lire, ma è tanto o poco?

E tantissimo perché equivale a 3,06 €!!! Un iPhone costerebbe 2.200.000 lire che significherebbe passare a 700 € a 1.150 €. Uno stipendio medio di 23.000 € l’anno diventerebbe uno stipendio di 44 milioni e mezzo, ma il suo valore sarebbe paragonabile a circa 17.700,00 € a causa della svalutazione. 

Scenario apocalittico, macerie ovunque, la politica evoca l’arrivo di cavallette, carestie e pestilenze….è la Fine?…..No….è solo un Nuovo Inizio…

Non è corretto dire che la svalutazione dimezzerebbe il valore del nostro patrimonio. Il carburante sarebbe un problema quello si, e le bollette anche, ma il riscaldamento globale ci da una piccola mano questa volta: clima mite = meno consumi.

La svalutazione monetaria ha un impatto inflattivo diretto, che dipende dai beni e servizi importati. Però l’impatto delle importazioni sull’inflazione non è mai pari al 100%, ma viene attenuata dalla capacità di sostituire le merci importate con quelle nazionali ( si pensi al venire meno delle “Quote” ad esempio….)

Quindi l’impatto della svalutazione sarebbe pesante nel primo anno (diciamo 70%), ma poi andrebbe a scemare (15%). Poiché le importazioni pesano mediamente il 30% del PIL, lo possiamo calcolare in questo modo : (Import/Pil x Svalutazione x Peso), quindi 0,30*0.30*0.70 = 6,3%. Questa potrebbe essere l’inflazione da svalutazione nel primo anno, nello scenario peggiore. E’ alta, ma l’iperinflazione è un altra cosa. Già nel secondo anno tenderebbe a rientrare all’ 1,5 % , fino a svanire del tutto.

Non sembra poi cosi grave come alcuni vogliono far credere…

28 Months Later – La nuova Italia…

…se le nostre imprese avessero contratto debiti prevalentemente in Italia, e se il nostro sistema bancario reggesse, se la Banca d’Italia sostenesse l’economia….

Quasi tutti gli studi pubblicati in prevalenza negli anni della crisi degli spread, si basano sull’ipotesi di rottura completa, e di ritorno alle valute nazionali da parte di tutti i paesi membri. Se però ad uscire fosse un solo paese, come stiamo ipotizzando/fantasticando qui, lo scenario potrebbe essere diverso, in quanto l’impatto positivo di una svalutazione monetaria sarebbe inferiore, rispetto all’ipotesi di rottura dell’intera Unione. Questo perché i paesi che restano nell’UE beneficerebbero comunque di una svalutazione dell’Euro, per cui il vantaggio relativo del paese uscente sui paesi restanti, sarebbe inferiore. Al contrario se tutti uscissero, alcuni paesi come la Germania sarebbero svantaggiati da una valuta più forte (il Marco si apprezzerebbe parecchio).

Immaginiamo che le nostre imprese riescano a sostituire parte dei beni importati, e l’export cresca dal secondo anno successivo al ritorno alla lira: procedendo come prima > Svalutazione*(Export/Gdp) = (0,30)*(0,30)*0.5= 4,50% (ipotizzando un incremento di 0,5% di import per ogni 1% di svalutazione)

Questo potrebbe essere l’impatto positivo sul PIL della crescita delle nostre esportazioni, che combinata ad una diminuzione delle importazioni grazie all’effetto sostituzione, varrebbe oltre il 5% del PIL all’anno.

I paesi che beneficerebbero di più sarebbero proprio i PIIGS, mentre Germania e Austria avrebbero tutto da perdere…ma…c’è un però

bondmarket

L’Italia ha vissuto una pesante crisi del debito sovrano negli anni scorsi, da paese dell’area Euro. Poi è intervenuta la Bce guidata da un Italiano, e il nostro paese né ha tratto il massimo vantaggio. Un vantaggio che non si limita al settore pubblico che paga interessi ridicoli sul debito, ma si estende al sistema privato garantendo tassi agevolati sui mutui, mentre i prestiti personali restano molto onerosi a causa degli elevati rischi di insolvenza. E’ indubbio che oggi l’Italia usufruisce di vantaggi enormi, con tassi bassissimi e spread con la Germania ridicoli e irrealistici.

Quindi oggi è fuori luogo pensare ad un uscita. Ma non sarà sempre così, e nel caso di una uscita è ragionevole pensare che i rendimenti dei titoli italiani si adeguerebbero a quelli di paesi con autonomia monetaria e con lo stesso merito creditizio.

Io non sono un anti-euro, e come tutti vorrei che l’Europa fosse una grande famiglia che lavora al benessere comune, ma è chiaramente un illusione. L’unica certezza è, che con una classe politica decente, staremo meglio sia dentro che fuori, ma con una classe politica di cialtroni, siamo spacciati sia dentro che fuori…

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