Marzo 2009…chi l’avrebbe detto che sarebbe andata così.

Scritto il alle 8:11 da [email protected]

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Otto anni fa, il 6 marzo 2009, l’S&P500 toccava il suo minimo a quota 666,79 pti, brutto numero per chi conosce l’apocalisse. Il presidente Barack Obama, eletto da pochi mesi disse “che era arrivato il momento di acquistare azioni in ottica di lungo termine”, un consiglio quasi obbligato vista l’aria che tirava.

E così chi ha investito su quei livelli, oggi si trova quasi tre volte il capitale, o molto di più, con poca leva. Non solo la borsa Usa, ma l’economia nel suo complesso è cresciuta molto, come schematicamente mostra la tabella seguente:

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Come andrà a finire questa storia, lo abbiamo già detto e ridetto, ma se è vero che la bolla è a meta strada, allora perché pensare di scommetterci contro già da oggi?

Anche l’ultimo rapporto sul mercato del lavoro Usa è stato più che positivo, e secondo i calcoli della Fed di Atlanta, il tasso di disoccupazione americano resterebbe costantemente sotto i 4,9 pti con una media di 180k nuovi posti di lavoro, che sono molti meno di quelli creati il mese scorso. Nel settore minerario ne sono aggiunti oltre 20.000 da quanto Trump è stato eletto e il sentiment ha raggiunto livelli che non si vedevano da 8 anni.

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Siamo però anche alla vigilia di appuntamenti importanti, come quello del 15 marzo, giorno in cui la Fed potrebbe ritoccare di nuovi i tassi, ma il mercato sembra già darlo per scontato, per cui non ci sono stati scossoni né sull’azionario, né sul Dollaro, che naviga sempre vicino, ma al di sotto dei massimi.

Tutto il bull market si è retto su questa divergenza:

marketfedMa gli investitori e i robo investitori, non sembrano affatto spaventati dal fatto che i tassi Fed aumenteranno. Per cui se correzione ci sarà, e non è detto che ci sarà, potrebbe essere una occasione per rientrare, in un mercato che ha ancora molta strada da fare prima del gran botto finale.

Nei mercati cosi direzionali (vedi qui), l’analisi tecnica può rendere le cose molto semplici se si ha la pazienza di aspettare. E qui viene il difficile. Perchè quando il mercato inizia a correre come ha fatto dopo l’elezione di Trump, e l’incoscienza e l’euforia prendono il sopravento, all’ora tutti vogliono saltare sul treno in corsa. Prendiamo un sistema semplicissimo trend follower :

US30 D1 (03-12-2017 1021)

Grafico giornaliero del Dow Jones in versione Heinkin Ashi, con una media mobile triangolare e bande superiore e inferiore che funzionano come le bande di Bollinger, ma usano l’ATR.

Il segnale long viene generato quando le quotazioni scendono al di sotto della banda inferiore, alla prima chiusura superiore alla candela precedente. Segnali short all’inverso. L’elezione di Trump ha scatenato una fortissima volatilità al ribasso, ma è subito rientrata, e questo ha fato scattare il segnale long che è rimasto valido per quattro mesi fino a qualche giorno fa, quando il sistema ha dato segnale short sul livello di 20.982, per la prima volta dalle elezioni.

Sebbene il sistema funzioni nelle due direzioni, e anche piuttosto bene, io eviterei di posizionarmi allo scoperto sul mercato Usa, specialmente in questo momento in cui le logiche sono completamente capovolte, ma semplicemente si esce dal mercato, e si aspetta per rientrare long. La bolla non scoppierà questo mese, e nemmeno nel prossimo….

Nella Grande Scommessa, , bellissimo film che racconta la vera storia di quattro investitori che scoprirono la bolla del 2007, Michael J. Burry fu il primo a scommetterci contro. Lo fece comprando credit default swap già due anni prima dello scoppio, un po’ troppo presto…e…. “..presto e sbaglio sono la stessa cosa…” , gli urlò il suo capo. E difatti rischiò di perdere quasi tutto il suo capitale…..allora perché cercare di anticipare il finimondo, quando è molto più facile sfruttare il tempo che manca…

 

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