Wall Street non si fermerà : nel 2017 Dow sopra 21.000 e S&P a 2.400 punti

Scritto il alle 8:24 da [email protected]

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La borsa Usa è tendenzialmente rialzista. Le bolle ci sono state, e ci saranno, hanno provocato crisi economiche più o meno lunghe, ma nel lungo periodo la tendenza è sempre stata rialzista. Ogni record è stato battuto, ogni nuova cima raggiunta, e archiviata. Non è cosi per le altre piazze, che sono ancora molto lontane dai rispettivi massimi. S&P e Dow Jones hanno superato le importanti soglie psicologiche dei numeri pari : 2.200 e 19.000, e le previsioni sono per un nuovo trend rialzista che potrebbe portare ben oltre i livelli di oggi.

L’aumento dei tassi Fed? Nessuno ci pesa più, è scontato dal mercato, che oggi guarda ad altro. Se torniamo ai fondamentali, le valutazioni sono elevate rispetto ai livelli degli utili, ma comunque lontane dai “livelli bolla estremi(leggi qui).

grafico1

Riprendiamo il solito grafico : S&P500 inflation adjusted e Shiller P/E. Oggi il livello dei prezzi reali ha superato anche il livello della bolla di internet, e per la prima volta dal crollo post Lheman, il P/E di Shiller è sui 27,40. Il livello attuale è lo stesso che a preceduto il crollo del 2008, ma quella Bolla non è stata una bolla azionaria, ma ben altro.

Per cui questo livello non deve evocare disastri, anzi è probabile che nel breve periodo l’Indice potrebbe diventare anche più costoso, con livelli che si avvicineranno a 30 volte gli utili per azione. Questo perché oggi il mercato sconta delle aspettative molto più rosee sugli utili futuri, e ce lo spiega Deutsche Bank, la banca più pessimista del globo.

Il motivo? Trump e la sua politica fiscale espansiva che sostituirà o magari integrerà la politica monetaria espansiva, tanto cara ai mercati Usa. Quindi un semplice cambio della guardia al mercato.

Al momento nessuno si preoccupa degli effetti recessivi futuri di un deficit fiscale che diventerà insostenibile, soprattutto se spingerà ad agire in tal senso anche l’Europa. Ma si ci concentra sull’effetto espansivo, dei tagli fiscali “promessi da Trump”. Tagli alle tasse significheranno Eps in forte crescita secondo Deutsche. I rendimenti più altri porteranno un recupero di redditività del sistema bancario, e i minori costi sanitari un aiuto al reddito reale. E poi c’è tutto il programma di spesa pubblica e infrastrutture che porteranno soldi direttamente nelle tasche delle imprese finanziati dal governo.

Conclusione : Siamo più sicuri ora che l’S & P raggiungerà 2.500 nel 2018 prima di subire il suo prossimo mercato orso.” 

Ogni taglio di 5 punti base alle aliquote fiscali, porta un aumento di 5$ dell’utile per azione, questa è la previsione degli analisti di Deutsche:

DB tax chart

Se cosi sarà, allora nonostante i nuovi livelli record, le valutazioni saranno più contenute rispetto ad oggi, anzi potrebbero tornare molto vicine alla loro media storica (media del P/E di Shiller 16,7x), che ai prezzi attuali è stata superata di oltre il 50%.

Vediamolo graficamente:

US 500 Cash (50 Mini) (-)

Se gli analisti di Deutsche Bank avranno ragione, le quotazioni dell’S&P dei record andranno a 2500 nel 2018, ma al contempo saranno più economiche di quelle attuali con uno Shiller P/E di 17,85 contro il livello attuale sopra i 27 volte gli utili. Quindi il pericolo bolla verrebbe scongiurato da una crescita record degli EPS in un contesto di inflazione stabile. Poi si vedrà….

A questo punto resta solo un punto oscuro nel ragionamento degli analisti di Deutsche Bank: la riduzione delle tasse promessa da Trump, sarà come quella di Renzi????

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