The Election Day Effect : Trump rievoca la Brexit…e innesca la bolla…

Scritto il alle 8:18 da [email protected]

zonamorta

Ha vinto Trump…lo sapevo. Lo sapevo, perché noi italiani dovremo avere imparato che, quando dipingi qualcuno come il Diavolo, alla fine lo rendi simpatico…..ed eccoci qui, con un Presidente Usa evocato da Nostradamus, e in perfetto clima post Brexit. I mercati si sono mossi esattamente allo stesso modo, qualcuno accende la miccia, i buoi tirano il branco, e alla fine c’è chi resta col cerino in mano…e chi si arricchisce.

E’ tutta speculazione nulla di più. Nei talk show di ieri mattina si tentava di spiegare perché le borse hanno reagito male : …perché Trump combatterà le lobby di Wall Street…. perchè Trump tasserà i colossi che portano la produzione fuori dagli Stati Uniti ecc. ecc”….si si certo, è stato eletto Robin Hood. E solo speculazione, nulla di più.

“L’effetto delle elezioni sul mercato dovrebbe pesare per un 10%, se vince la Clinton ci sarebbe una salita di non più del 3%, mentre una vittoria di Trump porterebbe ad una calo di circa il 7%” : aveva detto Eric Zitzewitz, professore di economia al Dartmouth college. In realtà le cose sono andate diversamente :

USD (-)

All’inizio il caos : giù S&P500, Dollaro e Petrolio, su Euro, Oro e Yen. Poi tutto rientra, fotocopia del Brexit. Si scommette pesantemente sul risultato più probabile fino a poche ore prima dell’evento, si anticipa un grosso margine per pagare gli “stop garantiti” molto stretti, e si punta sull’esito meno probabile (cioè Trump). Se va male, cioè se vince la Clinton, il mercato ha scontato già quasi tutto, se invece vince Trump, allora saltano tutti gli stop loss e si fa un bel gain sulla volatilità. E alla fine tutto rientra. E’ esattamente quello che è accaduto con il Brexit, e attenzione perché il 4 dicembre ci sarà possibilità di fare una nuova grossa puntata….

Non c’è stato nessun sell off sui mercati azionari, tutto è rientrato nel giro di poche ore, esattamente come dopo il Brexit. Per cui ora si dovrà tentare di scindere tutto quello che è stata pura speculazione, e ricominciare da zero. Per quanto Trump sembri un personaggio discutibile, non possiamo sapere cosa combinerà. Ma possiamo andare a guardare quello che è successo nel recente passato. Il grafico successivo mostra cosa è avvenuto all’indice S&P500 da un mese prima a sei mesi dopo l’Election Day nelle ultime 4 tornate elettorali (la linea verticale arancio indica il giorno delle elezioni che avviene sempre ad inizio novembre).

electionday

Tralasciando il 2008, le ultime 3 elezioni non hanno causato scossoni nel mercato. In quelle più recenti del 2012 il mercato è sceso fino a -7% dopo le elezioni per poi risalire. Ogni periodo fa storia a se : nel 2008 c’era ben altro a cui pensare, nel 2012 eravamo nel mezzo della crisi del debito Europeo, nel 2000 all’apice della bolla di internet. Oggi il mercato si presenta in una condizione molto tirata : è vicino ai massimi storici ed è totalmente dipendente dalle banche centrali. Tutto questo per dire, che Trump non è il market mover, ma è stata solo una scusa per la speculazione.

s&P500

Il range disegnato dalla candela odierna, è paragonabile a quello del Brexit, ma i volumi sono bassi e sotto la media a 20 giorni,e tutta la volatilità è già praticamente rientrata. Bisogna tornare a guardare i fondamentali e attendere la chiusura delle trimestrali Usa per conoscere il  livello dello Shiller P/E (Qui), che è ancora su livelli elevati, ma è calcolato tenendo conto dell’Eps della scorsa trimestrale. Per cui attenzione, perché il Dow dopo il recupero di oggi è tornato ad un passo dai massimi….e ora la parola passa a Janet…

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