Il grande rischio nascosto dei mercati : quando sarà il prossimo Flash Crash ?

Scritto il alle 8:45 da [email protected]

Allo scoccare della mezzanotte del 7 ottobre, lo scorso venerdì, si è verificato un crollo delle quotazioni della sterlina. Il cross GBPUSD è crollato nel giro di due minuti del 10% salvo poi risalire immediatamente dopo verso un più congruo -2%. Si è trattato di un Flash Crash, uno di quegli eventi rari che nel recente passato stanno diventando sempre meno rari e che hanno mandato in corto circuito i mercati.

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Che cosa succede durante un Flash Crash? Non sono un esperto di Trading ad Alta Frequenza, per cui potrei dire cose inesatte. Allora partiamo da quello che tutti possiamo vedere. Quella che vediamo dal grafico è un’esplosione di volatilità che avviene molto velocemente : volatilità e velocità del movimento vanno entrambe ben al di là del loro normale range. Un’altro esempio di Flash Crash è stato quello del 24 agosto 2015, quando il Dow Jones ha paerto le contrattazioni in forte ribasso e pochi minuti dopo é sprofondato a -1200 pti, salvo poi recuperare. Non avevo mai visto nulla del genere prima.

Poi c’è il fattore liquidità. Lo spread domanda/offerta è un indicatore di liquidità. Più sono numerose le contrattazioni, minore è la differenza tra il prezzo più basso a cui si è disposti a vendere, e il prezzo più alto a cui si compra. Durante un Flash Crash la liquidità del mercato viene prosciugata, in pratica il book si svuota. Un esempio è il grafico seguente, che mostra quello che è accaduto durante due Flash Crash sull‘S&P500 nel maggio 2010 e il 24.08.2015 :

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Ho preso in prestito il grafico dal Blog Traglisqualidiwallstreet, che dedica molta attenzione al fenomeno dell’High Frequency Trading, e a cui vi rimando se volete leggere qualcosa di più tecnico a riguardo. Oggi i Book di negoziazione, sono comandati  dagli algoritmi del trading ad alta frequenza. Parliamo di costosissime infrastrutture Hardware&Software che combinano dati di mercati alla velocità della luce, e fanno partire miriadi di ordini nel giro di millesimi di secondo, in grado di fregare il mercato. Non sono molti quelli che si possono permettere dotazioni del genere, ma di fatto manipolano il mercato ogni giorno. Alcune cose le vediamo, altre no. Basta guardare quello che accade a Wall Street all’uscita dei dati macro Usa più importanti, noterete questi momenti di illiquidità accompagnati da improvvise fiammate dei prezzi sempre più spesso. Si tratta di movimenti più limitati ma improvvisi, e ormai del tutto normali a cui nessuno presta attenzione, ma di fatto sono alterazioni del mercato, perché pochi operatori generano movimenti imprevedibili che confondo i molti altri attirandoli nella direzione desiderata.

Quello che è accaduto sulla sterlina potrebbe essere più o meno questo : il livello minimo toccato dal GBPUSD nella giornata di giovedì era intorno ad area 1,238 $. A questo livello erano probabilmente posizionati gli stop loss degli operatori long ( al rialzo). Questo vuol dire che se il cross scende al di sotto di quel livello, le posizioni vengono chiuse. In maniera speculare, ci sono i venditori allo scoperti (ribassisti) che invece fanno l’esatto contrario, ovvero entrano short al break out del minimo. Gli algoritmi del trading ad alta frequenza avrebbero innescato la valanga, (ma non mi chiedete come), per poi probabilmente posizionarsi long alla fine della tempesta, e svegliarsi al mattino con un gain stratosferico. Tutto questo meccanismo, in gran parte oscuro, è avvenuto mentre mezzo mondo dormiva, ma i Terminator non dormono mai. Durante quei secondi la liquidità è andata a zero, la differenza di prezzo domanda/offerta sul GBPUSD che di solito è 1 o 2 pips, è schizzata tra 50 pips fino a oltre 600 pips.

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La domanda è : perché è accaduto a mezzanotte del 7 ottobre 2016 sul GBPUSD, perché è avvenuto proprio alle ore 15.45 del 24.08.2015…in che modo vendono selezionati i momenti in cui il entrare in azione e innescare l’insanità del mercato? Quali sono le condizioni in che innescano questi meccanismi? Non lo sappiamo, ma è un rischio. Nella teoria del portafoglio si parla di rischio/volatilità, o di rischio quantificabile, penso al modelli media e varianza di Markowitz, di rischio di mercato e di rischio specifico, ma dove lo mettiamo il rischio legato alla presenza degli HFT?

Immaginate il trader retail che si è posizionato long sul GBPUSD prima di andare a dormire, alle 22 del 7 ottobre. Ha messo uno stop loss molto vicino, per essere sicuro e limitare i rischi. Quando si è svegliato la mattina, ha visto polverizzato il suo conto, perché il suo ordine non si è chiuso allo stop loss, ma al primo prezzo che si è formato durante il Flash Crash.

Il trading algoritmico ad alta frequenza è un rischio tutto nuovo che non entra nei modelli della teoria del portafoglio. Non lo trovate spiegato in nessun manuale, perché non è quantificabile, non è prevedibile, è pura manipolazione del il mercato, operata attraverso infrastrutture hardware e software che stanno soppiantando i Traders nelle sale operative delle grandi banche d’affari, e dei pochi Fondi speculativi, che si possono permettere un armamentario del genere….

Nessuna diversificazione di portafoglio può metter al riparo da questi rischi. Quando sarà il prossimo Flash Crash, di quale ampiezza sarà? Quanto è influenzato dagli algoritmi l’attuale trend di mercato del più importante indice al mondo? Cosa accadrà ai mercati finanziari quando entreranno in gioco i computer quantistici?

Presto potrebbe esserci un algoritmo anche a scrivere su questo blog….Buon inizio settimana ..:)

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