Cerca nel Blog

Quanto è caro l’S&P500 oggi? Ce lo dicono le Bolle del passato….

ero-sono-saro-passato-presente-e-futuro-della-m-ia-vita

Il mercato Usa è sul punto di una correzione oppure ha ancora spazi di crescita? E se è vera la seconda, quanto sono ampi questi spazi di crescita? Cerchiamo di rispondere a queste domande. Iniziamo con una grafico e un’analisi presi in prestito da DShort . Si tratta di una sintesi di quattro indicatori di valutazione del mercato, che il blog aggiorna mensilmente:

  1. Il Crestmont  P/E Ratio (spiegazione qui);
  2. Lo Shiller P/E o Cape Ratio del premio nobel Robert Shiller (vedi di più qui);
  3. Il Q Ratio, che è il prezzo totale del mercato diviso per il suo costo di sostituzione (vedi qui);
  4. Infine la deviazione dell’S&P500 rispetto alla sua tendenza storica.

overvalued

Tutti gli indicatori sono stati espressi i termini di deviazione dalla loro media, in modo da dare un’ immediata lettura delle situazioni di ipercomprato/ipervenduto, da un punto di vista di sostenibilità fondamentale. Sulla base dei dati mensili tutti gli indicatori analizzati segnalano una situazione quanto meno calda : il P/E Cresmont indica una valutazione comprabile con la bolla del ’29, mentre gli altri indici sono in situazioni meno estreme, ma comunque richiamano prudenza.

Quindi che facciamo, vendiamo allo scoperto l’America? Le cose non sono cosi semplici e chiare come il grafico potrebbe far credere, e il motivo sono ancora una volta i tassi di interesse estremamente bassi, che rendono difficile fare comparazioni con il passato.

Il grafico seguente rappresenta i percentili della distribuzione dell’indicatore Shiller P/E, ottenuta elaborando i preziosi dati che il professor Robert Shiller mette gratuitamente a disposizione sul suo spazio web (qui)

shillerdistribu

Possiamo fare già qualche considerazione : la prima è la più ovvia, e ci dice che siamo nel nono decile, e questo significa che siamo nel 10% delle valutazioni più alte nella storia dell’indice. Precisamente nel 93,40 percentile, quindi siamo nel 7% dei valori più alti, e il 107mo valore su oltre 1600 osservazioni. Si potrebbe dire ad una prima analisi che le valutazioni sembrerebbero elevate.  Ma i valori elevati del P/E ( diciamo superiori a 25x) sono solo il 10% dei valori osservati, e costituiscono una costante dei tempi recenti della borsa Usa, quindi l’esplosione dei P/E rispetto alla media storica è un fenomeno relativamente normale nel recente passato.

shiller2

Il grafico precedente, mette in relazione l’S&P500 aggiustato per l’inflazione  (linea azzurra), e il P/E di Shiller (linea arancio). I valori dell’indice azionario vengono moltiplicati per un coefficiente dato dal rapporto tra l’attuale l’livello del CPI ( indice dei prezzi al consumo) e il suo corrispondente valore all’epoca della rilevazione. Viene fuori un grafico molto diverso rispetto a quello dell’S&P storico che siamo abituati a vedere. Il valore attuale dell’S&P500 in termini reali, è circa uguale al livello del 2000, e molto superiore a quello del 2007, benché il suo livello nominale, sia molto sopra ad entrambe i periodi. Con il rombo rosso, ho segnato i valori soglia del P/E nelle tre precedenti bolle : il valore più alto della distribuzione è 44,20 registrato all’apice della bolla di internet, mentre nel 1929 le azioni quotano 32 volte gli utili societari. Il vantaggio del P/E di Shiller, è che prende in considerazione i valori Inflation Adjusted, in modo da poter comparare i diversi cicli economici. Cosi diventa piuttosto agevole confrontare le quotazioni attuali con le due precedenti bolle.

Per cui la domanda è : quanto siamo lontani dai livelli delle due bolle del 1929 e del 2000? Quanto può ancora apprezzarsi l’S&P prima di raggiungere il livello che ha fatto scoppiare le due precedenti bolle? La risposta è : molto lontani. Per potere parlare di una bolla simile al 1929, l’S&P500 dovrebbe quotare 2790 punti, mentre il livello corrispondente alla folle corsa delle Dot.Com, è 3856 punti circa. C’è n’è di spazio ancora lassù…

Ma quanto queste valutazioni sono influenzate dai tassi d’interesse? Livelli elevati del P/E di Shiller rispetto alla media, sono piuttosto frequenti nel recente passato. Fatta eccezione per la crisi conseguente al fallimento Lheman, dal 1992 le valutazioni si sono mantenute spesso al di sopra dei 25x, mentre in tutta la storia precedente, lo hanno superato praticamente solo nel ’29. Ritorniamo sempre lì, ai tassi di interesse…la correlazione sembra evidente…

tassiepe

.

.
banner-long-IM

VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 10.0/10 (3 votes cast)
Quanto è caro l'S&P500 oggi? Ce lo dicono le Bolle del passato...., 10.0 out of 10 based on 3 ratings
3 commenti Commenta
huirttps
Scritto il 27 settembre 2016 at 17:21

Non sono un esperto, ma ti faccio una domanda partendo da una premessa.

Tu scrivi che “quanto siamo lontani dai livelli delle due bolle del 1929 e del 2000? Quanto può ancora apprezzarsi l’S&P prima di raggiungere il livello che ha fatto scoppiare le due precedenti bolle? La risposta è : molto lontani. Per potere parlare di una bolla simile al 1929, l’S&P500 dovrebbe quotare 2790 punti, mentre il livello corrispondente alla folle corsa delle Dot.Com, è 3856 punti circa. C’è n’è di spazio ancora lassù…”

Se invece ipotizziamo un S&P500 sostanzialmente stabile in area 2130/2170 ma degli EPS in discesa, l’indice di Shiller salirebbe.

Pertanto siamo sicuri che ci sia ancora margine di crescita per S&P500?
D’altronde é anche vero che fino a quando non salta una banca sistemica o Janet non rialza i tassi, le quotazioni non hanno particolari ragioni per crollare.

VN:F [1.9.20_1166]
Rating: +1 (from 1 vote)

gianpierobn
Scritto il 28 settembre 2016 at 8:52

Ciao, hai fatto un’ ottima osservazione.
Quando ho fatto un paragone con le bolle precedenti, son partito dall’S&P. Intendo che ad oggi, a parità di Eps, l’S&P sarebbe a livello del ’29 a quota 2790. Quindi non possiamo parlare ad oggi di bolla o situazione paragonabile alle due bolle citate.
Il caso che hai fatto tu, è esattamente lo stesso, solo che parte dell’Eps. Per risponderti con i numeri, se gli Eps scendessero del 22% e l’S&P restasse al livello attuale, anche in questo caso saremo in una situazione simile al ’29.
Quindi come hai giustamente osservato, possiamo arrivare in bolla attraverso due strade : o sale l’S&P a Eps costanti, o crollano gli Eps a S&P costante. Ora sembra che stia succedendo la seconda, cioè una diminuzione degli Eps, e mercato che non si adegua.

VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 0 (from 0 votes)

huirttps
Scritto il 28 settembre 2016 at 16:35

Per prima cosa grazie per la risposta.

In effetti penso che chiunque voglia vedere in faccia la realtà sa perfettamente che i mercati sono tenuti su artificialmente dalle varie banche centrali e, credo, molti sono short sui vari indici, io compreso.

Ma come dici giustamente nel tuo ottimo articolo, finché i tassi sono bassi c’è poco da fare.

VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 0 (from 0 votes)

SCOPRICI!
banner-col-dx-IM
I Nostri Portafogli
IM-alpha-beta-gamma IM-desr-sigma-delta IM-omega-betrade
Commenti recenti
  • [email protected] su Borsa Italiana : ancora margini di salita?
  • max [email protected] su Borsa Italiana : ancora margini di salita?
  • [email protected] su L’Europa lo chiede e l’Italia obbedisce : ecco come finirà….
  • [email protected] su L’Europa lo chiede e l’Italia obbedisce : ecco come finirà….
  • [email protected] su Unicredit e il piano industriale…ce la farà o non ce la farà?
Last network news
Setup e Angoli di Gann FTSE MIB INDEX Setup A
Una splendida notizia in arrivo del FMI. L’I
Il bilancio FED dovrebbe cominciare ad invertire