Se tutto va bene….siamo rovinati…..

Scritto il alle 9:30 da [email protected]

trump

A volte basta guardarli in faccia per capire di che pasta sono fatti. Lo scorso giovedì, il candidato alla presidenza degli Stati Uniti Donald Trump, durante un discorso, ha detto che il suo piano economico consentirà di “di raggiungere una crescita economica del 4 per cento all’anno.” Non un misero 2 per cento. Non il 3 per cento. Ma il 4 per cento. “I miei grandi economisti non vogliono che dica questo, ma penso che possiamo fare di meglio”, ha aggiunto.

Vi ricorda qualcuno? A me si…tipo “la nuova locomotiva d’Europa”, “il più grande taglio di tasse della storia” e via dicendo. Invece la triste realtà la conosciamo, siamo fermi al palo, peggio che mai, e la colpa non è della crisi del 2007, perché questo paese è in crisi da 30 anni, la colpa è di chi dirige, punto e basta. Gestire una nazione non è proprio come gestire un’ azienda, ma come nelle aziende, se gli amministratori sono capaci, onesti e dediti al lavoro, l’azienda cresce. Tutto qui.

Qualche mese fa, il presidente dell’Inps, Tito Boeri, ha dichiarato che l’Italia si è letteralmente giocata una generazione (una per ora), quella dei nati negli anni ’80 che, dovranno lavorare fino ad 80 anni, per maturare il diritto alla pensione, sempre che riescano a lavorare… Non so’ quante persone in questo paese, si siano rese conto davvero di quanto sia grave una cosa del genere. Non so quante siano arrabbiate, perché se non ci si arrabbia per davvero, le cose non cambiano.

Questa l’ho trovata su Wikipedia, è un po datata, ma scommetto che le cose non sono cambiate. Spiega tante cose.

wikiignoranza

Viviamo nel paese più bello del pianeta, patria dell’arte, della cultura, un piccolo paese che detiene oltre la metà del patrimonio storico e artistico dell’umanità, almeno quello scoperto fino ad ora. Non dovremo fare altro che goderci la ricchezza che i nostri antenati hanno costruito. E invece siamo stati distrutti da una delle classi politiche più corrotte e incapaci della storia. Il nostro benchmark è ROMA. Esempio più lampante di capacità distruttiva della mala politica. Un città che dovrebbe vivere solo grazie ai soldi che portano gli stranieri….

Per tradurre il concetto in numeri guardate il grafico seguente :

Variazione cumulata del Pil dal 200 - Sole24Ore

Variazione cumulata del Pil dal 2000 – Sole24Ore

E che cosa è cambiato negli ultimi due anni? Nulla. Un marea di iniziative elettorali, Bonus, e incentivi facilmente “eludibili” ( come lo sgravio dei contributi con annessa cancellazione dei benefici della Legge 407/90 vedi qui) che hanno fatto lievitare il debito senza aggiungere un € al Pil.

A luglio il nostro debito pubblico ha segnato il nuovo record storico a 2.252 miliardi (+80 mld nel 2016), e le stime di crescita sono state riviste al ribasso, per colpa della Brexit, e del mal tempo, delle bombe in Siria, della Cina e del Portogallo campione d’Europa. Riguardatevi questo post (qui). Il debito è la nostra variabile chiave…..

Banca d'Italia - settembre 2016

Banca d’Italia – settembre 2016

Un piccolo aiuto ci viene anche dall’Europa, considerando quanto ci costano i programmi comunitari (ESM, EFSF), in contrapposizione a quanto ci rendono. In Italia le amministrazioni regionali, prima approvano i finanziamenti europei, cosicché i beneficiari cominciano a fare investimenti, e si indebitano per la restante parte, e poi li revocano se manca un timbro su una fattura!

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Ma lasciamo stare questo tasto, parliamo di sostenibilità del debito. Spesso si sentono gli economisti che dicono : “il problema non è il l’ammontare di debito, ma la sua sostenibilità nel lungo termine…”.  Ma nessuno di questi eminenti signori chiarisce in termini di numeri che cosa significa sostenibilità. Lo facciamo noi allora, con un calcolo semplicissimo. Sostenibilità del debito significa sostanzialmente, guadagnare abbastanza per ripagare il debito e gli interessi. Quindi bisogna guardare al debito in rapporto alla produzione. Oggi siamo messi così:

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Ed ecco come siamo arrivati a questo, quando nel 2007 eravamo scesi sotto il 100%. Colpa della crisi? Si certo, ma la crisi ha colpito tutti. Ma il problema è di come un paese vecchio e non competitivo risponde alla crisi. Il problema è chi amministra, a tutti i livelli, dal piccolo comune, al governo.

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Ora facciamoci due conti spiccioli sulla sostenibilità del debito: in Italia ci sono 41mln di contribuenti con un reddito medio di 20.500 €. Se il debito pubblico aumenta in media di 30 mld l’anno, vuol dire che ogni anno, i contribuenti dovrebbero pagare circa 730 € al netto degli interessi, per pagare tale debito aggiuntivo, quindi il 3,57% del loro reddito. Se ipotizziamo un tasso di interesse medio del 1,5% l’anno ( ma solo da ora grazie a SuperMario) arriviamo al 5%. Questo significa che il debito diventa sostenibile se il reddito pro-capite e il Pil, crescono in media del 4-5% l’anno!!! Almeno fino a quando questi signori che ci governano, riescono a tagliare davvero la spesa improduttiva, e quindi il debito…ma se ogni anno battiamo un nuovo record allora è finita! Allora come la mettiamo grandi geni?

Ogni volta che un politico fa assumere un amico, un parente, nella pubblica amministrazione, o che un appalto viene pagato alla meglio 3 volte il prezzo di mercato, dovrebbe essere arrestato per crimini economici, per intenderci, perché è un crimine nei confronti dell’economia del paese, e quindi della collettività. E’ stato calcolato che la corruzione costa ad ogni contribuente due mensilità di stipendio, ogni anno…è troppo tardi per svegliarci???

“Un popolo che elegge corrotti, impostori, ladri, traditori, non è vittima, è complice.”
(George Orwell)

 

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