L’Euro sta per diventare il nuovo bene rifugio?

Scritto il alle 9:14 da [email protected]

droghy

In una settimana in cui i mercati azionari globali sono letteralmente schiavi della follia in corso a Wall Strett, l’Euro si è moderatamente apprezzato nei confronti di Dollaro e Yen, e dopo il nulla di fatto della Bce della scorsa settimana, gli speculatori attendono ora il secondo nulla di fatto da parte della Fed della prossima settimana.

L’Euro è una valuta imbrigliata ormai in un trading range dal quale sembra non voler più uscire. Fino a qualche mese fa’, erano molti gli analisti che ipotizzavano il raggiungimento della parita’ sul dollaro, mentre ora non se ne sente più parlare.

USD (-)

Per raggiungere la parità l’Euro deve rompere al ribasso il minimo della congestione dei prezzi in area 1,05 e a quel punto si potrebbe parlare di parità. Io personalmente non credo a questo scenario, e ritengo molto probabile che l’euro continuerà a muoversi all’interno dello stesso trading range per molto, molto tempo ancora. Fin tanto che durerà la manovra espansiva della Bce, e quindi azzardando un’ ipotesi, almeno per un paio di anni.

In realtà però, quello della Bce non è proprio un nulla di fatto, e anzi credo probabile che entro la fine del 2016, qualcosa di nuovo la vedremo. Draghi ha fatto intendere che sono allo studio nuovi correttivi. L’acquisto di ETF di cui abbiamo parlato in un recente post, è un’ opzione, ma non è l’unica. Un’altra è quella di rimuovere il limite agli acquisti di asset costituito dal tasso sui depositi, e l’altra potrebbe essere quella di rivedere le quote di acquisti di titoli di stato. La Germania fino ad ora è stata la maggiore beneficiaria, vedendo fortemente alterata la propria curva dei rendimenti obbligazionari. Nel caso di rimozione del Floor, i suoi rendimenti andrebbero ulteriormente giù, mentre nel caso di una diversa distribuzione degli acquisti tra i paesi membri, sarebbero i periferici a vedere abbassarsi fortemente la Yield Curve. In cambio si metterebbe sul piatto l’impegno a non abbassare ulteriormente il tasso sui depositi, per tutta la durata del programma. Fattibile secondo me.

Nel frattempo stiamo assistendo alla “Giapponesizzazione” dell’Euro. La moneta unica, mantenendo una certa stabilità delle quotazioni all’interno di un certo range, diventa di fatto una moneta rifugio, come lo Yen. E tende ad apprezzarsi nei periodi di turbolenza dei mercati. Con i tassi a questi livelli, l’euro è una valuta di finanziamento a basso rendimento, proprio come è stato per anni lo Yen giapponese.

Si può prendere a prestito Euro a tassi molto bassi, e investirlo in asset con un ritorno maggiore, è il classico Carry Trade, è l’euro potrebbe sta occupando il ruolo che prima era dello Yen.

E che cosa succederebbe ai mercati azionari Europei, se in un contesto simile, Draghi lanciasse l’acquisto di ETF? Potremo vedere una corsa ad indebitarsi in Euro da parte di mezzo mondo, per reinvestire sempre in Euro? Assisteremo allo stesso effetto visto nel 2013 sulla borsa di Tokyo? Aspettiamo e vediamo….vigili e attenti….

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2 commenti Commenta
remorez
Scritto il 15 settembre 2016 at 10:51

Occhio, che Mazzalai non veda l’articolo, potrebbe avere un contraccolpo psicologico ! Magari però dopo userebbe il sito per fare proposte concrete e non come sfogatoio di teorie antiEuro ed antiEuropeismo

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gianpierobn
Scritto il 15 settembre 2016 at 12:21

hahaha:):)….beh nemmeno io sono tanto europeista…:)

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