Tassi Usa : appuntamento rimandato a tempo indeterminato…

Scritto il alle 8:54 da [email protected]

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Tra 10 giorni ci sarà il meeting Fed di settembre, che dovrebbe concludersi con un nulla di fatto sui tassi, ma sarà seguito dalla consueta conferenza stampa, dalla quale gli analisti cercheranno di capire se, e quando ci sarà questa stretta monetaria che alimenta cosi tanta speculazione sui mercati. La mia idea è che non ci saranno manovre sui tassi in questo 2016. Ma la questione piuttosto è se la Fed abbia perso definitivamente l’occasione di procedere ad un secondo rialzo (vedi qui). La questione non è da poco, perché se la risposta fosse affermativa, confermerebbe quello che sosteniamo da tempo, ovvero che le banche centrali hanno perso il controllo della situazione, e non sono più in grado di gestire il ciclo economico con le leve della politica monetaria.

Perché diciamo questo? Cominciamo dall’ultimo rapporto dell’Ism Non Manifatturiero :

“The past relationship between the NMI® and the overall economy indicates that the NMI® for August (51.4 percent) corresponds to a 1 percent increase in real gross domestic product (GDP) on an annualized basis.”

Il valore attuale dell’ NM-ISM indica una crescita del Pil Usa dell’1% annuo, molto al di sotto di quei livelli che in passato hanno giustificato un rialzo dei tassi Fed.

20160908_GDP

Da sei anni le previsioni di crescita del PIL sono state sempre riviste al ribasso segnando un minimo proprio nell’anno in cui si intende dare una sforbiciata al bilancio federale, che invece è stato gonfiato a dismisura, proprio negli anni in cui al crescita era più sostenuta.

Abbiamo visto che nelle scorse settimane anche il mercato del lavoro, sebbene ancora forte, abbai iniziato a dare segnali di stagnazione, con una diminuzione del ritmo di crescita dei NFP, e con un aumento marginale del tasso di disoccupazione. Non volendo parlare di recessione, che cosa succede se il Pil comincia semplicemente a rallentare? Succede che la disoccupazione sale, tanto per cominciare.

La Legge di Okun (vedi qui) ci dice negli Stati Uniti il mercato del lavoro reagisce molto velocemente alla crescita della produzione, rispetto ad esempio a quanto avviene in Italia. Questo perché è meno rigido, per cui quando l’economia cresce, crea rapidamente nuovo lavoro, ma questa relazione è valida anche nel senso contrario : una minore crescita causerebbe un rapido deterioramento delle condizioni del mercato del lavoro.

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Il picco dei profitti aziendali è stato raggiunto a fine 2014, ma mentre i profitti cominciavano a calare, il debito continuava a crescere.

Il grafico è di Deutsche Bank : le imprese hanno assunto una notevole quantità di debito nell’attuale ciclo economico, approfittando del danaro facile. Come illustrato nel grafico, il rapporto tra debito delle imprese non finanziarie e il PIL nominale è al suo livello più alto dal 1 ° trimestre 2009. Questo fattore, accanto alla riduzione dei margini, significa che la Fed deve stare molto attenta ad ogni possibile inasprimento delle condizioni finanziarie. Secondo Deutsche gli Stati Uniti sono già entrati in una fase di decrescita, mascherata dai tassi di interesse eccezionalmente bassi.

E tra il picco dei margini aziendali e l’inizio della recessione, guardando al passato, è solo una questione di tempo.

Db margins 1_0

A dire il vero, come indicato nella tabella, il periodo di tempo tra il picco dei margini di profitto e l’inizio della recessione, varia notevolmente tra i cicli economici. A volte c’è un largo anticipo, come avvenuto nel 1960 e nel 1997. Nel primo periodo, il picco dei margini si è verificato 16 trimestri prima della recessione. Nel 97, sono passati 15 trimestri. Ora siamo a 6 trimestri, poco sotto la media.

Ci sono tanti motivi per pensare che non ci saranno aumenti dei tassi Fed, e probabilmente i rialzi del passato, sono il ricordo di un’ altra era. E’ un mondo nuovo questo, in cui tutte le banche centrali del mondo  hanno dato vita contemporaneamente, ad un esperimento monetario che dicono avere avuto successo, e lo sostengono a spada tratta anche contro tutte le evidenze.

Immaginate una conferenza stampa nel prossimo futuro nella quale Janet Yellen dica qualcosa del genere :

“Dopo tutti questi anni di espansione monetaria, siamo giunti alla conclusione che gli effetti sull’economia reale degli stimoli monetari, attuati attraverso le varie forme di Quantitative Easing, sono stati molto inferiori e molto meno duraturi rispetto alle nostre iniziali stime….”

…insomma “abbiamo sbagliato di grosso!”.

Ne dovranno scoppiare di bolle prima che accada….
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