Draghi scelta obbligata : pronti all’acquisto di azioni….ma con quali modalità?

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Non credo che sarà questa la settimana buona, ma la reazione di venerdì dei mercati europei, che hanno seguito Wall Street nella solita follia di festeggiare dati macro Usa deludenti, e il contemporaneo dietro front dell’Euro, fa pensare che qualcuno stia anticipando le proprie scommesse.

E’ chiaro ormai, che le banche centrali hanno perso completamente il controllo della situazione, ma per ora, a parte una insostenibile bolla sul mercato obbligazionario, non hanno ancora provocato “danni visibili ai più”….per ora.

Siamo a settembre, un anno e mezzo fà la Bce lanciava il suo Qe, e questo era il mese che veniva indicato inizialmente come termine finale del programma, i cui effetti sono stati evidentemente molto sopravvalutati. Invece il prossimo 8 settembre, il mercato chiederà a Draghi di ampliarli gli acquisti, ancora una volta, sempre di più. E la fine di questo processo, non si vede neanche lontanamente.

Il Sole24ore del 22 Gennaio 2015

Il Sole24Ore del 22 Gennaio 2015

 

Nella sua espansione monetaria, che paradossalmente sembra sempre più vicina al’inizio piuttosto che alla fine, il problema potrebbe diventare quella di trovare venditori di titoli acquistabili, visti i paletti messi dalla stessa BCE. Lo scorso marzo, anche JPM ha avvertito che la Bce potrebbe “non raggiungere il suo obiettivo quantitativo senza stravolgere la liquidità del mercato e dei prezzi.”

Secondo il WSJ, la banca centrale ha mascherato ciò che è essenzialmente un acquisto di titoli propri. Come osserva il WSJ, il programma di QE della BCE viene attuato attraverso diverse banche centrali nazionali, come la Bundesbank tedesca. Le banche centrali nazionali devono acquistare obbligazioni in base alle regole stabilite dalla BCE, ma i vincoli in termini di quantità e tassi d’interesse, restringono lo stock di debito che le banche possono acquistare. Ecco quindi che si verifica un effetto scarsità.

Ma le banche centrali nazionali sono anche “venditrici di obbligazioni governative”. Ad esempio la Bundesbank, ha acquistato € 209 mld in obbligazioni sovrane tra marzo e luglio, ma anche venduto 43 miliardi di € di tale debito, il quale finisce di nuovo sul mercato per essere ri-acquistato,

Ci sarebbe quindi un problema di fondo: non ci sono semplicemente abbastanza titoli di stato per la BCE e questo metterebbe effettivamente un limite alla continuazione del QE ” per tutto il tempo necessario”. Ora pensate un attimo che geni questi signori : hanno varato un programma di acquisti non limitato nel tempo, hanno messo dei paletti tagliando i tassi di deposito, e non hanno nemmeno saputo fare i conti su quanti titoli potevano effettivamente comprare…da paura.

Ecco allora che arriva la soluzione al problema, basta seguire l’esempio della Boj : comprare EFT, cioè panieri di azioni!! Non vedo proprio alternativa a questo. E qui ci sarebbe da comprare praticamente all’infinito, guardate quanto è più grande il mercato degli ETF europeo rispetto a quello giapponese.

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C’è un problema tecnico però, è non da poco. Il Giappone è uno stato sovrano che può acquistare tutto quello che vuole, mentre l’Europa è un insieme di stati, per cui la Bce dovrebbe agire senza scontentare nessuno dei 19 paesi, e questo sarebbe piuttosto difficile da mettere in pratica. Pensate ad esempio che si acquisti un ETF che traccia un indice azionario, e il primo che viene in mente è l’Eurostoxx50 : lo Stoxx 50 è un indice ponderato sulla capitalizzazione, che è praticamente fatto da titoli tedeschi, francesi, italiani, spagnoli, olandesi e una finlandese…cosa direbbero gli altri paesi membri?

In alternativa, la BCE può semplicemente iniettare liquidità comprato ETF di ogni singolo paese, il che porterebbe a problemi di liquidità di taluni mercati….o anche varare acquisti di azioni in ultima ipotesi. Ma solo a parlarne, si metterebbe il turbo alle borse. Quali? In primo luogo Francia e Germania, poi Italia e Spagna….e sono curioso di vedere come verrebbe inclusa la Grecia.

La Yellen lo aveva detto a Jackson Hole: “For example, future policymakers may wish to explore the possibility of purchasing a broader range of assets.”

E se dopo la BoJ inizia la Bce, e magari poco dopo la Boe che sta avendo lo stesso problema di scarsità, quanto tempo passerà prima che la Federal Reserve degli Stati Uniti sarà costretta a partecipare?

Signori sta per iniziare l’era della nazionalizzazione globale dei mercati finanziari…preparatevi!

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2 commenti Commenta
max cohen
Scritto il 5 settembre 2016 at 13:44

Buongiorno Gianpiero, spero che ti sbagli. Ma temo tu abbia ragione.
Domanda: dopo l’inevitabile trend following, quando quindi i nodi dovessero venire al pettine … quali sarebbero le contromosse migliori per un piccolo risparmiatore? Soldi nel materasso? Grazie.

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gianpierobn
Scritto il 5 settembre 2016 at 14:39

praticamente si. fino a quando il gioco non ricomincia di nuovo, come è sempre avvenuto, trasformando una crisi in una occasione di arricchirsi. ma quando i nodi verranno al pettine, il problema saranno i danni alle economie reali, la disoccupazione e il maggiore debito accumulato…

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