Amazon e Facebook : le due mine vaganti del Nasdaq

Scritto il alle 11:43 da [email protected]

nasdaq

Gli indici americani hanno totalizzato oltre il 200% di rialzo dai minimi post Lheman, e negli ultimi 7 anni sono state costantemente improntati al rialzo, per cui qualsiasi correzione superiore al 5/7% sarebbe stata un occasione di ingresso. Dopo il superamento dei massimi l’S&P è il Dow sono entrati in una fase dormiente di trading rage, pronti a rompere al rialzo o al ribasso, in un mese è caratterizzato da bassa liquidità e incertezza. L’indice Nasdaq, che dal 2008 ha totalizzato un +370%, è tornato ai livelli della super bolla di internet.

US Tech 100 Cash (20 Mini) (-)

Questo non vuol dire che siamo di fronte ad un remake del tracollo del 2001, per tanti motivi. Una prima considerazione, piuttosto ovvia, è la seguente : quelle che nel 2000 erano scommesse, oggi sono società con un valore superiore al Pil di intere nazioni, con posizioni di mercato consolidate e solidità patrimoniale. E poi c’è la velocità : dal minimo post Lheman il Nasdaq è cresciuto ad un tasso medio del 24,6% l’anno, totalizzando un rialzo del 370% in 7 anni e 8 mesi. Mentre nel 2000 era cresciuto del 370% in un anno e 5 mesi. E poi ci sono le valutazioni basate sui Price Earning (Shiller P/E).

shiller

Il livello attuale dello Shiller P/E sull’S&P500, è storicamente elevato, ma lontano dai livelli della bolla di internet, quando i gestori vivevano la folle illusione di poter guadagnare a tassi di crescita esponenziali per il resto della loro vita. Tanto per fare un confronto, ai livelli attuali di utile per azione, l’S&P per essere ai livelli della bolla di internet dovrebbe quotare circa 3.400 punti. Quindi al di là dell’impressione grafica, siamo ben lontani dall’euforia incontrollata della bolla di internet, sebbene il livello dell’indice sia lo stesso.

Il Nasdaq è l’indice tecnologico più importate al mondo, con oltre 2500 titoli che vengono scambiati quotidianamente, mentre il Nasdaq 100 è un suo sottoinsieme, contenente una selezione di titoli delle nadaqtablemaggiori società quotate al Nasdaq.

Il Nasdaq 100 è composto per il 57% circa da titoli del segmento “tecnologico” e, nonostante l’indice sia composto da 107 azioni, solo 9 di queste rappresentano il 50% di tutto il listino.

Eccole in tabella : considerando solo le prime 4 della tabella (Apple, Microsoft, Amazon e Facebook ) contano come le banche per il nostro FTSE MIB: giù loro, giù tutto il listino.

Nella prima colonna il peso del singolo titolo sul listino, quindi il Price Earning e in ultima colonna il Roe. Il Price/Earning è un multiplo calcolato come rapporto tra il prezzo e l’utile per azione, e sinteticamente esprime il numero di anni necessario a ripagare il titolo, con gli utili. Il Price/Earning attuale del Nasdaq è di circa 25x. Mentre la media ponderata dei primi 9 titoli del Nasdaq 100 è pari a 53x, questo a causa della sopravvalutazione di due titoli : Facebook e Amazon. Il primo quota 100 volte gli utili per azione, e Amazon la bellezza di 614 volte! In pratica se Amazon distribuisse ogni anno tutto l’utile, un azionista dovrebbe vivere 614 anni per vedere ripagato l’investimento. Quindi una prima lettura di questo multiplo, è che esso dovrebbe essere basso, e più basso rispetto alla media del settore. Ma il Price Earning è anche legato alla redditività dell’azienda, è precisamente al suo ROE, ne abbiamo parlato qui e qui .  

Più è elevata la redditiva dell’azienda ( Roe alto ) più l’investitore sarà disposto a pagare il titolo. Quindi livelli elevati del P/E devono accompagnarsi a livelli elevati del Roe. Vediamolo con un grafico in cui andiamo a comparare i titoli sulla base della combinazione dei due valori : P/E e Roe.

roepe

Guardate dove sono raggruppati i titoli in tabella rispetto ad Amazon, e subito dopo Facebook. Qui siamo di fronte ad un trade off : o il mercato sta enormemente sottovalutando Apple, Google, Microsot & C. , oppure sta enormemente sopravvalutando Amazon e in misura minore Facebook. E siamo sui livelli della follia delle Dot.Com. Per tradurla in numeri, il mercato sta valutando Amazon 55 volte il valore di Apple. Se ipotizziamo che Apple sia correttamente valutata, Amazon a questi livelli dovrebbe avere un Roe del 2.300% (!!!) rispetto al suo modesto 4,36% annuo. Non c’è molto altro da dire, qui siamo di fronte ad un titolo che quota al di fuori di ogni logica. E c’è da chiedersi se anche Facebook seguirà questa strada. Inutile dire che queste situazioni si reggono su se stesse, nel senso che un ritorno su valori razionali di Amazon, comporterebbe o un autentico collasso dell’azione, a meno di un aumento esponenziale degli utili.

Diamo anche uno sguardo ai grafici a questo punto.

nasdaqquadro

Oltre ad essere in una situazione di ipercomprato, dovuta al recente rally del listino dei tacnologici, si notano un po di “GAP” che si sono aperti in occasione dell’uscita delle recenti trimestrali (Google, Micosoft e Apple). E come abbiamo visto per Apple, si tratta di dati migliori delle attese, ma che al contempo attestano una forte riduzione delle vendite e della quota di mercato. Per cui, è mia opinione che questi “GAP” debbano presto essere chiusi con un ritorno sui valori precedenti.

Ragazzi con questo lungo post, vi saluto per due settimane. In questo periodo i post si sono ridotti, perché questo per me è il periodo delle scadenze, ma ora finalmente è arrivato il momento di una meritata in vacanza, dal lavoro e dai mercati. Ci rivediamo tra 15 giorni, sicuramente più attivi…buone vacanze a tutti i lettori…e grazie sempre!!!!

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