Analisi S&P500 : nuovi massimi a portata di swing

Scritto il alle 9:28 da [email protected]

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La borsa Usa si è portata di nuovo a contatto con la resistenza del canale ribassista partito dai massimi assoluti del 2015. Ci risiamo, è il quinto test della resistenza. A questo punto o i mercati continuano a girare attorno a se stessi come nell’ultimo anno, oppure si va verso nuovi massimi. Il fatto che in un mese denso di appuntamenti importanti, l’S&P500 sia vicino a nuovi massimi fa riflettere. Ma il mercato è questo, e questa è l’analisi tecnica. Può sembrare assurdo, può sembrare da pazzi, in un contesto macro caratterizzato da molti dubbi e poche certezze, ma se viene superata la resistenza, il target è in area 2.170 pti.

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L’ultima Golden Cross, la seconda in sei mesi, ha segnato una rottura decisa della media a 200. E la distanza attuale tra le due medie è un allert. Però il mercato questa volta non arriva alla resistenza in ipercomprato : guardate il Macd e l’Rsi. Lo spazio per salire in teoria c’è. E il movimento rialzista, se ci sarà dovrà portare il Macd e l’Rsi sopra i livelli precedenti, altrimenti si creano le condizioni per un bel ritracciamento estivo ( e attenti ai volumi!)

C’ è un clima di ritrovata fiducia da parte degli investitori, il Dollaro è tornato a correre, in vista di un possibile aumento dei tassi di giugno – luglio, a cui io continuo a non credere. E le altre piazze sono molto lontane, soprattutto quella Cinese. Venerdì ad aiutare il Dollaro, ha contribuito il Pil Usa che si è confermato in crescita, leggermente al di sotto del consenso, ma in crescita.

Vale la pena soffermarsi sul dato, con l’aiuto dei grafici di Dshort.com.

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La crescita del Pil Usa è stata determinata solo ed esclusivamente dai consumi, il cui peso sul prodotto interno lordo ha raggiunto il livello più alto da 60 anni : pesano per il 69% del Pil ! 

La spesa pubblica contribuisce in positivo con lo 0,20%, mentre le esportazioni nette e gli investimenti sottraggono valore al Pil nella misura rispettivamente di -0,21% e -0,45% confermando un trend negativo iniziato nel primo trimestre 2015.

Però se andiamo a vedere il contributo rispetto ai trimestri precedenti, il contributo dei consumi al Pil passa dal 2,42% del Q2 2015, a 1,29% dei Q1 2016, segnando una diminuzione marcata e costante. Quindi che cosa dobbiamo monitorare?

Se il dollaro continua a correre, contribuirà a tenere deboli le esportazioni. La speculazione sul dollaro ora è guidata dall’effetto annuncio e dalle aspettative, ma poi una volta che il rialzo ci sarà, come per il precedente aumento, il biglietto verde potrebbe stabilizzarsi o anche perdere terreno, ma restando comunque ad un livello elevato. Gli investimenti non vengono sostenuti da un rialzo dei tassi, anzi. Per cui l’elemento centrale continuerà ad essere la tenuta del mercato del lavoro. La disoccupazione deve rimanere bassa, se si vuole che il consumo continui a sostenere l’economia Usa. Quindi attenzione ai prossimi dati sul lavoro, e anche ai dati sulla fiducia dei consumatori. L’indice di Fiducia del Michigan di venerdì scorso ha segnato un arretramento. Si mantiene su livelli elevati, ma è ben al di sotto del massimo a 5 anni fatto registrare a gennaio 2015.

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