Gli indici ISM sostengono Wall Street : guida alla lettura dei dati

Scritto il alle 9:42 da [email protected]

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In attesa di conoscere il dato sul tasso di disoccupazione di oggi pomeriggio, l’agenda macro americana ha visto l’uscita degli importanti indicatori mensili calcolati dall’Institute for Supply Managment, gli indici ISM.

Nella tabella di apertura vediamo il dettaglio dell’ISM Manifatturiero (vedi qui), settore che conta circa il 15% sull’economia Usa, la cui contrazione all’inizio dell’anno aveva alimentato i timori ad una recessione alle porte, ipotesi però allontanata dagli ultimi dati.

Il dato complessivo segna 50.8 punti, e rimane in territorio positivo anche se è al di sotto del consenso (51,4) e un punto sotto il dato precedente. Se osserviamo i dettagli possiamo apprezzare che quasi tutti i componenti dell’indice, hanno registrato dei ribassi rispetto al mese scorso, tranne l’indicatore occupazionaIe, cresciuto del’ 1,1% ma sempre al di sotto dei 50 ( contrazione ), l‘indicatore degli ordini all’esportazione, che cresce dello 0,5% dopo tre mesi consecutivi di calo del dollaro, e l’indice dei prezzi manifatturieri che balza di 7,5 punti. Quest’ultimo dato rappresenta una misura dell’inflazione attesa.

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Come va letto il dato complessivo? Sinteticamente nel modo che vedete nel grafico precedente, estratto dal report di aprile : un valore superiore o inferiore a 50, indica espansione o contrazione del settore manifatturiero, mentre un valore mediamente superiore a 43,2 indica che comunque l’economia nel suo complesso è in fase di espansione. Un valore dell’Ism annualizzato di 50,8 è compatibile con una crescita annua del Pil del 2,4%.

Vediamo anche il dato del ben più importante indice ISM Non Manifattueriero (qui), che rappresenta un settore, quello dei servizi, che conta per i due terzi nell’economia Usa.

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Il dato è decisamente migliore per il settore servizi, che è salito di 1,2 punti rispetto al periodo precedente e mostra un incremento in molti dei suoi 10 sotto – indici. Balzano i nuovi ordini, gli ordini all’esportazione, sale ancora l’indice occupazionale, e il dato dei prezzi.

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Come per l’ISM Manifatturiero, oltre al noto valore soglia di 50 punti, dobbiamo tenere in considerazione il valore medio di 48,9 : valori superiori a questo dato indicano una espansione dell’economia nel suo complesso. Molto importate è la stima del Pil dall’ISM :il valore di aprile è coerente con una crescita annua del 2,7% del Pil.

Per il momento nessun segno evidente di recessione almeno fino a quando i due indicatori non scenderanno entrambe sotto ai valori soglia. L’economia Usa potrebbe continuare a crescere ad un ritmo del 2,4-2,5% nel 2016, e questo significa che il tasso di disoccupazione dovrebbe continuare a mantenersi basso vista la relazione che lega la crescita e l’occupazione ( vedi qui)

Rischio aumento tassi? Neanche per idea, guardando le probabilità di rialzo implicite nei prezzi futures dobbiamo arrivare addirittura a Febbraio 2017….scommettiamo su dove sarà l’S&P a quella data?

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