Wall Street : pronta la trappola per i tori

Scritto il alle 9:36 da [email protected]

US 500 Cash (50 Mini Contract) (-)

La scorsa settimana c’è stato il breakout della resistenza del trend ribassista partito il maggio scorso. Questo segnale bullish è stato preceduto da un altro segnale tecnico rialzista, la Golden Cross, ovvero l’incrocio bullish tra la media mobile a 50 e la media a 200 giorni. Si tratta di segnali di forza secondo l’analisi tecnica, la quale in occasione del breakout di un livello di questa importanza, suggerisce di attendere quanto meno un pullback ( un ritorno) verso la resistenza, che a quel punto farebbe da supporto.

Ma c’è da fidarsi di questi due segnali? Io ho molti dubbi sulla sostenibilità di questo trend. Quanto alla Golden Cross, negli ultimi sei mesi abbiamo avuto una successione di falsi segnali (grafico di apertura) : la prima volta è stata una Dead Cross che ha coinciso con i minimi di agosto 2015, poi seguita da un nuova Golden Cross, che è stata seguita da un nuovo crollo, poi la seconda croce della morte che ha anticipato di poco un nuovo minimo. Infine la terza Golden Cross che rispunta nei pressi dei massimi assoluti del mercato. Ben 4 incroci in pochi mesi, mentre dal 2012 non ne avevamo visto nessuno.

2010

Dobbiamo tornare al 2010 ( grafico sopra ) per trovare una situazione simile, ma allora gli incroci furono effettivamente 2 (con un terzo sfiorato), e hanno preceduto uno dei maggiori rialzi della storia di Wall Street. Queste configurazioni, ripetute in un arco di tempo cosi ridotto, rispetto a quanto visto in passato, sono frutto di un mercato che è privo di uno spunto rialzista vero, e che vive di improvvise fiammate di volatilità. Molto di recente abbiamo analizzato le conseguenze tecniche di un breakout dei massimi che aprirebbe a scenari folli (qui).

Acquistare adesso andrebbe contro i fondamentali, ed esporrebbe ad un rischio elevato, in un mercato chiaramente in preda alle speculazioni di breve amplificate dall’utilizzo del trading ad alta frequenza. I motivi sono semplici :

  • andiamo verso un periodo dell’anno, che statisticamente è debole ( sell in May  vi dice qualcosa?).
  • Gli utili sono in discesa ( Microsoft, Google, Apple…per ora );
  • elezioni presidenziali alle porte;
  • curva dei rendimenti che si sta appiattendo ( brutto segno );
  • situazione macroeconomica incerta, e proiezioni macro costantemente riviste al ribasso.

La scorsa settimana, parlavamo del fatto che i dati del primo trimestre, in Cina soprattutto, facevano sperare in una stabilizzazione della crescita e che la manifattura negli Usa, sembrava potesse riprendere un trend positivo. Poi i dati del PMI manifatturiero di venerdì al minimo dal 2009, che  con i dati dell’indice della Fed di Filadelfia, tornato in negativo, la produzione industriale, e ieri il dato debole dei direttori degli acquisti del terziario, hanno fatto capire che la stabilizzazione è ancora lontana, e che i rischi per un ulteriore flessione sono ancora tutti lì.

Attenzione questa settimana, ci sono ancora la Fed e la Boj : proveranno a spingere un mercato che non trova più ragioni per salire, e il rischio che ancora una volta riescano a dargliene…..sarà l’ultima volta?

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