Analisi : borsa Usa verso massimi non sostenibili

Scritto il alle 8:59 da gianpierobn@finanza

US 500 Cash (50 Mini Contract) (-)

Il grafico di apertura parla da solo, l’S&P500 è alla prova di una resistenza chiave. Lo swing rialzista, partito dai minimi di febbraio, ha portato il principale indice americano a contatto con la parte superiore del canale ribassista, ultimo ostacolo prima di nuovi massimi. Il movimento è praticamente la fotocopia del recupero messo a segno dopo il crash dello scorso agosto.

Un movimento rialzista spinto dalle parole dei banchieri centrali, imprigionati dalle mosse del passato, costretti ad assecondare le richieste di un mercato che non vuole sentire parlare di rialzi dei tassi. L’S&P che continua a crescere mostrando un momentum impressionate. Ma questa settimana parte la stagione delle trimestrali. L’ultima lo sappiamo come si è chiusa, ve lo abbiamo raccontato (qui).

Piuttosto male, ma il mercato, lo ha semplicemente ignorato, incantato e falsato dalle parole giuste al momento giusto, del rappresentante di turno del Fomc.

E come si preannunciano le trimestrali che verranno? Lo vedremo, ma intanto gli analisti parlano di un utile per azione in calo del 7,9% per le società che compongono l’indice S & P 500.  Per cui la domanda è : ma se il mercato oggi sconta una ulteriore diminuzione degli utili perché non corregge? Una delle più diffuse tecniche di valutazione di è quella di studiare il rapporto storico prezzo-utili (P / E).

P/E10 vs S&P500 - dshort.com

P/E10 vs S&P500 – dshort.com

Il grafico sopra, mette in relazione il P/E10, il Price Earning aggiustato per il ciclo di Robert Shiller, e l’indice S&P500, o meglio la variazione dell’indice S&P rispetto al trend di fondo, rappresentato dalla retta di regressione in rosso. Secondo gli autori le due serie storiche hanno una correlazione del 99,77%!!!

Nella parte inferiore del grafico, i valori dello Shiller P/E sono raggruppati in quintili : ogni classe di valori contiene il 20% dei dati totali. Attualmente lo Shiller P/E è sopra i 25, ed è nell’ultimo quintile, vale a dire che il mercato Usa, da un po’ di tempo, non solo oggi, si sta comportando come se le prospettive future fossero sempre più rosee e tali da giustificare una valutazione sempre più elevata. L’S&P al contempo è dell’80% sopra la retta di regressione, e anche questo è un valore che storicamente ha richiamato quantomeno correzioni.

Se davvero gli utili del primo trimestre sono attesi scesi del 7,9% e il valore dell’S&P continua a salire, alla fine del trimestrali ci ritroveremo un valore del P/E di circa 28x : si tratta di un valore difficile da sostenere (vedi qui). A parità di P/E invece, si ci aspetterebbe un correzione analoga a quella dell’utile per azione, ma sembra un miraggio per un mercato che sta mostrando una simile forza. Inoltre il 27 aprile, ci sarà la scontatissima decisione del Fomc, scontata per tutti tranne che per gli speculatori.

Ieri è stata la notizia flash di un accordo tra Russia ed Arabia sul congelamento della produzione a far cambiare direzione agli indici Usa, tutto in una manciata di minuti…ma questo giochetto guidato dalle macchine dell’ High Frequency Trading non può durare…

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1 commento Commenta
st.ros
Scritto il 13 aprile 2016 at 16:03

Non bisogna attaccarsi agli indici di borsa, è attaccamento al denaro, a alimenta una attitudine speculativa contraria ai principi della morale religiosa.
http://tradingonline-un-problema-morale.blogspot.it/

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