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Produzione industriale: il 2016 inizia in rialzo

Scritto il alle 9:51 da gianpierobn@finanza

Il futuro della nostra economia dipende molto dalla capacità della classe politica italiana, e meno dalle variabili macro che sono sotto il controllo della Bce. Come ribadito più volte, le “macro – condizioni” sono positive, anzi uniche e non ripetibili in futuro, e consentono ai paesi di ottenere ingenti guadagni nella spesa in conto interessi,  ma poi questi guadagni devono essere reinvestiti in maniera produttiva, altrimenti i risultati restano circoscritti nel’ambito puramente finanziario, e poco o nulla arriva all’economia reale.

E il compito di trasformare i risparmi garantiti da Draghi, in spesa produttiva, che non vuol dire solo investimenti, ma anche e soprattutto riforme, spetta alla politica e fino ad ora non abbiamo visto interventi riformatori veri. Del resto Mario Draghi, non manca mai di sottolineare in ogni conferenza stampa, che la politica monetaria se non è affiancata dall’intervento dei governi resta poco efficacie.

Comunque il 2016 sembra iniziare sotto una buona stella : i dati sulla produzione industriale di Eurolandia, e dell’Italia, hanno fatto segnare un bel balzo in avanti nel mese di gennaio. Ho inserito i dati dell’indice della produzione industriale nella seguente tabella : la colorazione tende al verde nelle fasi crescenti e al rosso nelle fasi decrescenti.

Euro Area - Produzione Industriale

Euro Area – Produzione Industriale

Nel complesso a gennaio 2016 rispetto a gennaio 2015, la produzione industriale destagionalizzata è aumentato del 2,9% nel area dell’euro (EA19) e dell’2,6% nella EU28, l’ufficio statistico della. Tutte le economie più importanti hanno fatto registrare consistenti incrementi dell’attività industriale rispetto al mese precedente : la Germania è cresciuta del 2,9, la Francia del 1,4 e l’Italia dell’1,9%.

In Germania la ripresa delle produzione è stata guidata dal settore Auto, che sembra essersi lasciato alle spalle lo scandalo VW, e anche in Italia il settore Auto ha fatto registrare un bel salto : + 3,7%. Dai dati Eurostat sono stati eliminati alcuni paesi, come l’Irlanda in cui la produzione industriale è cresciuta in un anno del 33%!!

Se guardiamo la tabella, e la colorazione delle celle, l’Europa appare divisa in due blocchi : nella parte superiore ci sono i paesi che hanno fatto meglio della media europea, e che al contempo, hanno visto l’indice della produzione industriale crescere a partire dalla metà del 2015. Al contrario nella parte inferiore, la tendenza è quella di una decrescita nell’ultima parte dell’anno. La stessa Germania, se non fosse per il dato di gennaio, avrebbe registrato una contrazione. E poiché la manifattura tedesca è export dipendente, il rischio è che la continua contrazione della domanda estera possa pregiudicare la solida economia tedesca.

L’indice della produzione industriale, è un indicatore molto volatile, ma la variabilità cambia da paese a paese : quando è bassa, allora la PI può essere un buon indicatore anticipatore del PIL, pertanto bisognerà guardare con attenzione alle prossime letture, che se positive potrebbero riservare finalmente qualche revisione al rialzo questa volta.

 

 

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