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Il destino dell’Euro nelle parole di Draghi

Scritto il alle 10:18 da gianpierobn@finanza

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Giovedì Mario Draghi potrebbe continuare a sostenere i mercati almeno nel breve, e inoltre vedremo la direzione che prenderà la moneta unica nel prossimo trimestre, che potrebbe chiudersi con il secondo aumento dei tassi da parte della Fed in Giugno.

La probabilità di un secondo aumento, dopo i buoni dati del mercato del lavoro della scorsa settimana, e stimata ad oggi, al 50%

Ma quello che dirà Mario Draghi giovedì, andrà inevitabilmente a condizionare quello che farà la Yellen nel prossimo futuro.

Nel precedente post abbiamo provato ad analizzare gli strumenti di politica monetaria che potrebbero essere utilizzati. Il mercato ormai sconta un ulteriore tasso sui depositi, anzi probabilmente ne sconta due, uno ora e uno a giugno : e un tasso allo 0,50 potrebbe essere un limite oltre il quale la Bce non dovrebbe spingersi.

Ma vediamo con l’aiuto di un grafico daily, come si è comportato il cambio in passato?

EURUSD D1 (03-08-2016 1539)Se Draghi si limitasse ad annunciare soltanto un taglio dei tassi, e un prolungamento ulteriore del quantitative easing, il mercato ne resterebbe probabilmente deluso.

Nello scorso mese di ottobre, l’EUR / USD stava continuando a rafforzarsi all’interno della congestione che dura ormai da un anno ( trend line tratteggiate arancio). Nella conferenza del giorno 8, Draghi disse che la banca avrebbe ‘riesaminato’ la politica monetaria a dicembre. Il mercato ha sin da subito pensato che la BCE avrebbe aumentato il quantum degli acquisti, il mercato azionario è salito e l’Euro è crollato passando dalla parte alta del range, fino a toccare il minimo di 1,05.

Poi a dicembre la Bce non ha aumentato la liquidità, ma si è “limitata” a tagliare il tasso di deposito (-10bp), ed ha allungato nel tempo il programma di acquisti, una delusione per il mercato. La reazione dell’Euro è stata inversa alla prima, con la partenza di un nuovo swing rialzista che ha portato il cambio di nuovo in area 1.14. Poi la nuova discesa verso 1,08 e ora le quotazioni si stanno stabilizzando in area 1,10.

Lo scenario quindi sarebbe il seguente: probabile che l’euro resti all’interno del trading range 1,05-1,15, infatti è difficile al momento ipotizzare una rottura al rialzo in un contesto deflazionistico con di tassi negativi per un periodo di tempo prolungato.

Ma al contempo, considerando le reazioni precedenti del cambio, soltanto un consistente aumento del QE (10-20 mld al mese ), potrebbe riportare l’euro verso i minimi. In questo caso tutto dipenderà dalla tenuta del supporto inferiore del range, testato già tre volte, e se cede allora si andrà verso la parità.

Come sarebbe contenta Janet….

 

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