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La Cina entra nella guerra valutaria?

Scritto il alle 10:01 da gianpierobn@finanza

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La chiusura di venerdì sembrava aver riportato un po’ di fiducia sui mercati azionari, fiducia alimentata dalle mosse e dalle parole delle banche centrali, ma la festa è durata poco e la settimana è iniziata in rosso.

Sembra che all’orizzonte ci sia una nuova svalutazione dello Yuan, ma sarà vero?

Il 28 gennaio, la banca centrale cinese ha iniettato 260 miliardi di yuan nel mercato attraverso operazioni di breve, portando la quantità totale di yuan pompati nel sistema a oltre 600 mld in una settimana, per far fronte alla crescente domanda in vista del capodanno cinese. Lo yuan però è rimasto relativamente stabile nei confronti del dollaro, apprezzandosi invece molto nei confronti dello yen.

Il cambio con la valuta nipponica è salito a 18,3130 da 17,9327 a seguito della decisione della Boj. Il Giappone è uno dei maggiori partners commerciali della Cina e uno Yen più debole, rende più costosi i prodotti cinesi.

Questo potrebbe ulteriormente deprimere le esportazioni cinesi. La Cina esporta in Giappone prodotti ad alta intensità di lavoro, come le apparecchiature elettroniche, macchinari e abbigliamento. Tali prodotti hanno una elevata elasticità della domanda rispetto al prezzo, questo vuol dire che la domanda di questi prodotti si riduce in maniera significativa se il prezzo aumenta.

Forward retae & option market da Zero Hedge

Forward retae & option market da Zero Hedge

Sul mercato di forward rates e sul mercato delle opzioni si scommette su una svalutazione imminente della valuta cinese, la differenza di volatilità tra le opzioni call e put segnalerebbe scommesse al ribasso e secondo Zero Hedge (qui), si sta speculando su una una possibile svalutazione prima della riunione del G20 del prossimo 27 febbraio a Shanghai, approfittando del periodo di chiusura delle banche dovuto al capodanno cinese con la conseguente ridotta liquidità.

Nell’ ultima settimana però, la stampa cinese si è mossa a difendere la valuta cinese contro la speculazione ribassista in atto con alcuni articoli comparsi tra l’altro su Xinhua News (qui) che è uno dei più importanti fonti media on line. Il Quotidiano del Popolo, invece ha attaccato/minacciato il finanziare Soros, accusandolo di tentare lo scacco allo yuan, e mettendolo in guardia sul fatto che la Cina non ha alcuna intenzione di svalutare la moneta o iniziare una guerra commerciale.

Ma è questo che spaventa i mercati?

Correlazione S&P - Yuan

Correlazione S&P – Yuan

Ieri mattina lo Shangai Composite è salito del 2% mentre i futures di mezzo mondo andavano in rosso. Nel grafico ho riportato il coefficiente di correlazione a 20 giorni tra il cambio Usd/Cnh e l’S&P.

La correlazione è quasi sempre negativa, ma il valore medio è -0,13 e la deviazione standard 0,25, quindi statisticamente poco significativo ….mentre è molto più significativa la correlazione tra S&P e petrolio, oggi di nuovo giù…è quello che muove i mercati oggi, e sarà la mina vagante per tutto il 2016.

Se il prezzo del greggio resta confinato tra i 30 e i 40 dollari al barile, il rischio fallimenti nel settore Energy resterà alto, spingendo anche la volatilità dei mercati…

 

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