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Analisi tecnica dei principali indici

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Oggi è stata una giornata di recupero per le borse, che hanno ripreso fiato. Tecnicamente parlando, gli acquisti sono tornati su livelli di supporto importanti di lungo periodo, l’Oro è tornato a scendere, il Bund ha ritracciato, tutto ancora in un contesto di forte volatilità intraday.

Ecco come si era chiusa la settimana precedente :

World Indexes 2016 - drshort.com

World Indexes 2016 – dshort.com

H – Shares Index

Partiamo riproponendo il grafico giornaliero dell‘H-Shares Index di Hong Kong, dove avevamo evidenziato nei post precedenti, la formazione in corso di una divergenza rialzista sul Macd, con le quotazioni che si stavano muovendo verso il minimo dell’ottobre 2011. La candela in formazione sul daily, se confermata, è un Hammer rialzista che arriva alla fine di un forte movimento rialzista : tecnicamente parlando è molto probabile il che ci sia un ritorno di positività.

China H- Shares Daily

China H- Shares Daily

S&P 500

Sull’ S&P500 discorso analogo. Il grafico è settimanale, e il forte ribasso per ora si è fermato sul livello di supporto di tutto il bull market partito dal 2009 : la trend line in verde è stata testata solo 6 volte in 7 anni di bull market praticamente a senso unico.

Indice S&P500 - settimanale

Indice S&P500 – settimanale

Il Grafico settimanale, limando la volatilità, rende bene l’idea di quanto sia tirato il mercato ancora oggi, nonostante questo brusco sell – off. Lo scorso anno l’S&P500, ha chiuso il mese di gennaio con un -4,25%, mentre nel 2015 l’anno si aperto con un – 5,15%, la scorsa settimana eravamo a – 5,96%. Se il mese finisse su questi livelli sarebbe il secondo peggiore Gennaio degli ultimi 30 anni. Nel 2008 nei primi due mesi dell’anno la borsa Usa ha perso il 20% per poi chiudere l’anno a +19%.

Negli ultimi 33 anni, quando Gennaio è stato negativo, la borsa Usa ha chiuso l’anno in rosso nel 54% dei casi.

Anche stasera, dopo una chiusura positiva, i futures sono subito piombati giù nel post mercato. La stagione delle trimestrali è iniziata, vedremo se la trend line che ha supportato tutto il bull market reggerà. Se il supporto viene violato, il target è molto in basso a 1.660 punti ( proiezione del massimo del precedente swing), ovvero il livello di due anni fa’, alla partenza del QE3.

FTSE MIB

La nostra borsa, regina d’Europa nel 2015, ha vissuto una settimana da incubo : -10% ed praticamente azzerato i guadagni di un anno. Sinceramente ammetto che non mi sarei mai aspettato un effetto così deludente del quantitative easing sui mercati finanziari europei.

Ftse Mib _ Weekly

Ftse Mib _ Weekly

Le banche sono ancora molto pesanti. Sul settimanale per la prima volta dall’inizio del bull market (ottobre 2012), la parte basa del canale rialzista è stata violata in chiusura della scorsa settimana. L’attuale fase ribassista (-17%) è la più brusca e la più lunga dal 2012. A questo punto ci  si attende e si spera soprattutto in una ripresa delle quotazioni, con primo target a 20.500.

Dal punto di vista dell’analisi tecnica, sotto il minimo della settimana scorsa, c’è solo un supporto importante in area 19.400, poi il baratro : se i ribassi continuassero, il target tecnico sarebbe area 18.000!

BUND

La volatilità si mantiene elevata anche sul Bund  con brusche variazioni giornaliere in correlazione negativa rispetto alle borse : l’Average True Range, che misura la volatilità media giornaliera, non accenna a scendere da un mese.

Bund Daily

Bund Daily

Il Bund ha accompagnato la fase di rialzo delle borse di inizio 2015, gonfiato artificialmente dal QE della Bce, con rendimenti del decennale che si aggirano intorno a 0,53%.  La correlazione Bund – Equity è comunque profondamente alterata dalla Bce : è dall’inizio del programma di LTRO nel 2013 che il Bund si muove in linea con le borse.

In questi periodi di forte correzione dei mercati azionari, invece si sta comportando da bene rifugio, borse giù, Bund su’ : ma personalmente ritengo un ritorno a 160 sarebbe solo una opportunità di vendere allo scoperto : da quando Draghi ha lasciato invariato l’ammontare del QE,la curva dei rendimenti tedesca è negativa fino ai 5 anni, prima era negativa fino a 7. Un passo verso la normalizzazione? Vedremo…

Il rialzo di oggi è ancora troppo poco per mettersi long sull’equity, la volatilità resta elevata, e l’incertezza  tanta : il prezzo del petrolio mette in crisi interi settori e intere economie, ma a mio avviso il problema principale resta la sopravvalutazione della borsa Usa : il Cape Ratio (Shiller P/E 10) è a quota 24,56 (vedi qui), livello molto alto, e se gli utili continuano a scendere, la borsa Usa dovra’ inevitabilmente continuare a scendere, ora che non c’è più la Fed a sostenerla.

 

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