Mercato del lavoro : ecco la verità

Scritto il alle 16:27 da [email protected]

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Da qualche tempo il tasso di disoccupazione che si era impennato dopo il 2007 toccando i massimi lo scorso anno, ha iniziato a scendere.

La politica ha preso preso la palla al balzo inneggiando al successo delle riforme fatte, vere o presunte che siano, e twittando a tutta forza dati economici presi qua è là, pompando una campagna mediatica di autoesaltazione che è diventata veramente irritante.

Soprattutto perché nello slogan l’Italia che riparte con il lavoro, di vero c’è ben poco.

Andiamo a guardare i numeri diffusi lo scorso 11 dicembre dall’Istat sul mercato del lavoro, e soprattutto andiamo a guardare le serie storiche, che chiunque può scaricare dal sito dell’Istat.

Anzi cominciamo con un grafico, perché qualcosa non quadra.

Disoccupazione, Occupazione e Inattivi - fonte Istat 11.12.2015

Disoccupazione, Occupazione e Inattivi – fonte Istat 11.12.2015

L’Istituto nazionale di statistica esordisce dicendo che : “Nel terzo trimestre 2015 tutti gli indicatori sul mercato del lavoro hanno segnato un miglioramento”.

Considerando i confronti tendenziali, l’occupazione in un anno è aumentata di 247 mila unità, e il divario territoriale nord-sud si è ridotto: oltre la metà della crescita dell’ occupazione è infatti concentrata nel Mezzogiorno (+136 mila).

Il tasso di disoccupazione, scende in misura significativa, passando dal 12,3% all’11,7% rispetto al trimestre precedente e diminuendo ulteriormente all’11,5% nel mese di ottobre. Questi risultati sono influenzati anche dall’andamento degli inattivi, in crescita nel terzo trimestre e nuovamente in aumento nel mese di ottobre.

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Ma attenzione . Come vedete nel grafico, il tasso di occupazione, che è il vero dato che ci interessa, è cresciuto ben poco in un anno e anzi il trend è in discesa da qualche mese, e se andiamo a guardare le serie storiche, e calcoliamo la differenza tra gli occupati ottobre 2015 – ottobre 2014 è di appena 75.000 unità!!!! Ovvero lo 0,335% in un anno!!! Mentre i 247 mila in più, che comunica l’Istat, sono dati tendenziali calcolati trimestre su trimestre.

I disoccupati diminuiscono di 410 mila unità ( calcoli miei sui dati Istat ), mentre gli inattivi crescono di 196 mila!!!

Facciamo un po di chiarezza su come viene calcolato il tasso di disoccupazione.

Sui fogli excel che vengono resi pubblici, ci sono due aggregati : la forza lavoro ( occupati più persone in cerca di occupazione, che sono i disoccupati) e gli inattivi che sono coloro che non cercano attivamente un lavoro, oppure che lo cercano ma non sono subito disponibili.

Sapete quanti sono gli inattivi in Italia? Circa 14 milioni, di persone in età lavorativa che non lavorano.

Come viene calcolato il tasso di disoccupazione ?

Tasso di disoccupazione = disoccupati / occupati + disoccupati ( forza lavoro).

E il tasso di occupazione?

Tasso di occupazione = occupati / occupati + disoccupati + inattivi ( forza lavoro potenziale)

Il fatto che il tasso di disoccupazione sia diminuito in maniera così consistente, non vuol dire che ci sono un ammontare pari di occupati in più. E’ solo uno spostamento da un aggregato di senza lavoro, ad un altro aggregato di senza lavoro definito in maniera diversa.

Calcoli alla mano se i disoccupati sono diminuiti di 401 mila e gli inattivi sono aumentati di 196 mila, significa che la metà dei disoccupati è semplicemente diventata inattiva!

Tasso di non occupazione

Tasso di non occupazione

 

Mi sono permesso di calcolare un tasso di non occupazione, che è calcolato facendo il rapporto tra le persone che non lavorano e la popolazione totale in età lavorativa.

Eccola la fotografia del nostro mercato del lavoro!

Ma di belle notizie nel rapporto Istat ne potremo trovare altre, come ad esempio quella che riguarda la natura dei contratti attivati dopo l’entrata in vigore del Jobs Act.

Guardate questo grafico.

Nuovi occupati per tipologia di lavoro - Istat 11.12.2015

Nuovi occupati per tipologia di lavoro – Istat 11.12.2015

Qui potrei allegare un altro famoso tweet, ma è Natale quindi mi limito a riportare testualmente quello che scrive dell’Istat :

La crescita congiunturale degli occupati nel trimestre ha interessato esclusivamente gli uomini e, tra le diverse tipologie, soltanto i lavoratori dipendenti (+0,3%, 51 mila lavoratori), a sintesi dell’aumento della componente a termine (+4,5%, 107 mila unità) e della riduzione dei dipendenti a tempo indeterminato (-0,4%, 55 mila unità).

Nel terzo trimestre 2015 prosegue a ritmi più sostenuti la crescita tendenziale del numero di occupati (+1,1%, pari a 247 mila in un anno) portando il tasso di occupazione delle persone con 15-64 anni al 56,7% (+0,8 punti percentuali; Prospetto 2). L’incremento è concentrato tra i dipendenti – in crescita da sei trimestri – soprattutto a termine (+182 mila in un anno) il cui aumento, diffuso per genere e classe di età, riguarda chi ha un contratto di durata fino a 6 mesi .

Il 73% dei nuovi assunti è a termine e riguarda chi ha un contratto fino a sei mesi.

Buon Natale all’Italia che riparte.

Ultima cosa. Tutti sanno, perché è stato ampiamente pubblicizzato, che nel 2015 è stato introdotto uno sgravio contributivo triennale per i datori di lavoro che assumono a tempo indeterminato disoccupati da almeno 6 mesi. Si tratta di uno sgravio “una tantum” nel senso che vale soltanto per le assunzioni fatte dal 1 gennaio 2015 al 31 dicembre 2015, inoltre lo sgravio ha un tetto massimo di poco più di 8.000 €. Con la legge di stabilità 2016 è stato prorogato solo ieri anche per le assunzioni fatte nel 2016, ma in forma ridotta sia nell’importo massimo di sgravio, che si riduce a 3.250 €, sia nella durata che diventa biennale.

Quello che molti non sanno è che esisteva già uno sgravio triennale contributivo totale per i datori di lavoro : era la legge 407/90 articolo 9 comma 8, che prevedeva per tutti gli imprenditori che assumevano disoccupati da almeno 24 mesi, uno sgravio triennale del 50% dei contributi sia Inps che Inail ( che diventava 100% per i datori del Sud ). Questo sgravio che esisteva da quasi 25 anni ed era una delle agevolazioni più richieste ed utilizzate dalle aziende che avviavano un rapporto di lavoro a tempo indeterminato è stato cancellato dall’ 1 gennaio 2015 con l’introduzione dello sgravio Renzi.

Guardate in questo schema il confronto tra i due regimi realizzato dai Consulenti del Lavoro ( trovate tutto qui ) .

 

Sgravi a confronto - Sgravio 2015 vs Legge 407/90

Sgravi a confronto – Sgravio 2015 vs Legge 407/90

 

In sostanza, l’incremento dell’occupazione non solo è molto inferiore a quello propagandato ma è avvenuto in un contesto di corsa allo sgravio. Infatti solo ora c’ è stata una mini proroga, mentre quando è stato introdotto lo sgravio era previsto per il solo 2015. E’ chiaro quindi che i datori di lavoro, essendo stata cancellata l’agevolazione della Legge 407/90 hanno dovuto fare una corsa alle assunzioni….e se questi sono i risultati della corsa….figuriamoci quando la corsa finisce.

Ragazzi non mi resta che ringraziarvi e farvi i miei più sinceri auguri, sperando di non avervi annoiato e che i post siano stati di vostro gradimento e soprattutto di aiuto….

gianpy

 

 

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2 commenti Commenta
Scritto il 24 dicembre 2015 at 8:12

Ottimo pezzo Gianpiero. E con l’occasione faccio anche gli Auguri di Buon natale a tutto lo staff di Investimentomigliore che è partito in questo nuovo progetto che, così mi è stato riferito, subità in futuro delle piccole rivoluzioni al fine di ottimizzare i vari servizi. Avanti così ragazzi, in bocca al lupo!

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gianpierobn
Scritto il 24 dicembre 2015 at 18:50

Grazie Danilo… augurissimi anche da parte mia…

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