War Games 2.0 : Il gioco pericoloso dei banchieri centrali…

Scritto il alle 17:10 da [email protected]

trisgrande

Qualcuno si ricorda del mitico film War Games del 1983? Il protagonista è un giovane hacker che riesce a penetrare nel supercomputer del Norad che simula in continuazione una guerra nucleare alla ricerca della strategia vincente.

Il giovane innesca senza volerlo un gioco che sta per portare alla terza guerra mondiale, ma alla fine riesce ad impedirlo sfidando il computer a giocare ripetutamente a tris. Il computer simula innumerevoli partite che finiscono tutte in parità, e alla fine capisce che “l’unica mossa vincente è non giocare”.

Sfogliando il mio libro di macroeconomia, mi si è aperta casualmente una pagina : Le svalutazioni competitive degli anni Venti e Trenta. Si parla dell’illuminante lavoro di Ragnar Nurske,  Economista Norvegese della Lega delle Nazioni, poi divenuta Nazioni Unite, quindi mica poco.

Nel suo International Currency Experience : Lessons from the Inter War Period, il Dr Nurske del 1944, scriveva :

“La storia del franco francese nel primo dopo guerra, fino alla fine del 1926, offre un esempio intuitivo degli effetti di variazioni incontrollate nei tassi di cambio. Le fluttuazioni nei cambi di quegli anni anziché facilitare l’aggiustamento delle bilance dei pagamenti, intensificarono gli squilibri iniziali, dando luogo a quelle che potremo chiamare condizioni esplosive di instabilità economica. Un esempio particolarmente istruttivo, a questo proposito è la storia del franco francese tra il 1922 e il 1926″.

 

Inflazione area euro

Inflazione area euro

2015 ora….

La svalutazione competitiva di una moneta accresce la competitività di un paese solo nella misura in cui diminuisce quella dei suoi partner commerciali.

Le mosse di una banca centrale scatenano la continua risposta degli altri paesi, i quali sono ognuno alla ricerca di un proprio vantaggio competitivo. Si innesca così un gioco a somma zero nel quale non ci saranno ne vincitori ne vinti, e alla fine del gioco si capirà che l’unica mossa vincente era non giocare. Vedremo quali saranno i danni o i benefici.

Se le cose stanno così allora le banche centrali si sono semplicemente intrappolate. Stanno acquistando in obbligazioni assumendo che questo stimolerà l’economia reale iniettando denaro. E evidente a questo punto che ci sono alcuni problemi.

Una prima cosa che non capisco è come faranno le banche centrali ad invertire il processo. Acquistando titoli di stato hanno compresso le curve dei rendimenti alterando il legame finanziario tra rischio e rendimento. Quando si dovrà ritirare la moneta, come faranno a vendere di nuovo i titoli al mercato senza innescare il meccanismo contrario?

Il buon Mario Draghi, il quale ha dovuto giocare in un gioco iniziato da altri, sta facendo di sicuro un grande favore ai paesi periferici dell’euro zona ed in particolare a noi, suoi connazionali, comprimendo il costo del debito a livelli che si possono solo sognare. A questo punto come anche lui stesso ha più volte sottolineato, la palla passerebbe ai politici, che dovrebbero avere l’intelligenza di usare l’unica leva che funziona davvero, e cioè quella fiscale!

 

Equity Usa vs Resto del mondo

Equity Usa vs Resto del mondo

 

Altrimenti la moneta resterà all’interno dal circuito finanziario e magari prenderà la strada extra europea a caccia di rendimenti positivi. Non è vero che non si vede inflazione, c’è eccome, ma è inflazione finanziaria, in Usa soprattutto, mentre da noi deve ancora pienamente farsi vedere.

Giovedì scorso Mario Draghi ha ribadito che le nuove misure sono state adottate per far tornare inflazione dal suo livello attuale di 0,1% al 2% al più presto. Ma che significa quel “al più presto”? Qualche esempio ce l’abbiamo. L’era glaciale della finanza dei tassi negativi è stata inaugurata in europa dalla bella e solida Danimarca nel luglio del 2012, quando il tasso sui depositi fu portato a – 0,20% per poi arrivare a – 0,75%. La borsa danese ha raggiunto un livello del P/E di Shiller di 37.2x (click qui), che per intenderci sono livelli visti soltanto durante la bolla di internet.

E sebbene gli obiettivi e i motivi che hanno indotto la Danimarca ad agire così siano diversi rispetto a quelli della Bce, essa rappresenta un esempio di quanto sia incerto il meccanismo di trasmissione all’economia reale di questi stimoli. I risultati ad oggi sul tasso di inflazione sono questi.

Inflazione in Danimarca

Inflazione in Danimarca

 

La Danimarca non è certo un paese super indebitato. Ma che succederà in Europa e in Italia in particolare? La mia idea è che non c’è inflazione e non ci sarà perché questo denaro non arriverà mail al consumatore. In che modo dovrebbe arrivarci? Attraverso il credito. Ma perché questo avvenga c’è bisogno di almeno due fattori che scarseggiano, che sono molto semplicemente offerta e domanda.

Da un lato abbiamo banche con sofferenze al massimo, e una redditività futura minacciata proprio da quei tassi negativi che dovrebbero promuovere il credito. Ragion per cui troveranno sicuramente molto più profittevole impiegare i proprio fondi in operazioni più redditizie e meno rischiose, vale a dire finanziarie.

E dall’altra abbiamo i consumatori e le imprese, entrambe gravati dalla tassazione più alta del mondo, e tale era e tale è, lasciate stare i falsi proclami. E in che modo dovrebbero esporsi in operazioni di indebitamento ? Senza un netto cambio di rotta nella politica fiscale, che liberi risorse reali , l’espansione monetaria incontrollata rischia di alimentare solo una enorme bolla dell’equity.

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Aggiungiamo inoltre un contesto di decrescita economica globale, ed ecco che alla fine del gioco i mercati posso stare tranquilli perché il Qe continuerà ben oltre marzo 2017…La chiusura folle di Wall Street di venerdì sera è l’ennesima dimostrazione di un mercato ormai sempre più fuori controllo.

A te la prossima mossa Janet … in questo gioco vince chi gioca per ultimo, ma che succeda se nessuno di voi riuscirà più a fermarsi….???

 

 

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2 commenti Commenta
mastrociuchino
Scritto il 8 dicembre 2015 at 17:51

bravissimo, molto chiaro ed esaustivo

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gianpierobn
Scritto il 8 dicembre 2015 at 18:10

Grazie…:)

bra­vis­si­mo, molto chia­ro ed esau­sti­vo

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