Draghi Day : la trappola del QE

Scritto il alle 10:08 da [email protected]

bce

Siamo prossimi al D-Day, il giorno che i mercati tanto aspettano, quando si dovrebbe concretizzare la promessa di un incremento del Quantitative Easing europeo.

Mentre gli Stati Uniti si accingono ( forse ) a normalizzare la politica monetaria iniziando a rimuovere gli effetti distorsivi creati sui mercati, in Europa siamo solo all’inizio di quello che si preannuncia essere un longo periodo di politica monetaria ultra accomodante, che si spera possa condurre alla tanto attesa ripresa economica.

Negli Usa i tre QE che si sono succeduti hanno promosso una forte crescita del mercato azionario, che a partire del terzo intervento si è accompagnata ad un forte apprezzamento del dollaro, che sta portando ad effetti recessivi sui utili societari.

QE, mercato azionario e rendimento del decennale Usa - by Dshort

QE, mercato azionario e rendimento del decennale Usa – by Dshort.com

Il QE europeo, già prima di iniziare aveva e sta producendo considerevoli effetti distorsivi in primis sul mercato obbligazionario e di conseguenza su quello valutario. La curva dei tassi si è compressa verso il basso inaugurando un periodo di tassi negativi che non si era visto questa misura negli Usa.

In Germania gli investitori per avere un interesse positivo devono comprare titoli con una scadenza minima di sette anni, e anche il decennale ha un rendimento irrisorio se non negativo al netto di deflazione e costi di transazione.

Le banche centrali sono diventate gli acquirenti dominanti dell’offerta di titoli di stato esercitando un effetto profondamente distorsivo sui mercati dei tassi.L’obbiettivo di questa politica è quello di mantenere i tassi reali a livelli contenuti, nella speranza che questo possa riportare le economie dell’euro zona su un sentiero di crescita.

In Europa si sta sperimentando un quantitative easing su larga scala unito a tassi negativi, che potrebbero essere ulteriormente tagliati, per favorire le esportazioni, attraverso la svalutazione del cambio, e soprattutto il trasferimento della liquidità all’economia reale attraverso il credito.

Cosa comporta una ulteriore riduzione del tasso di deposito?

Correlazione Euro vs Bond Tedeschi a 2 anni

Correlazione Euro vs Bond Tedeschi a 2 anni

Attualmente il tasso sui depositi presso la Bce é -0,20%, ma il mercato già sembra scontare un ulteriore taglio vista la forte discesa del’euro. In Europa la Danimarca ha portato il tasso a -0,75%, con il risultato di trovarsi con una borsa molto sopravvalutata rispetto ai fondamentali. I benefici che ci si attende da un ulteriore taglio, sono legati alla prospettiva di favorire ulteriormente gli investimenti.

Gli acquisti di obbligazioni da parte della Bce si trasformano in riserve libere che le banche dovrebbero impiegare nell’espansione del credito. Ma la vera arma di un ulteriore tasso, sarebbe una probabile ulteriore svalutazione del cambio, che sta già causando forti malumori oltre oceano, e i risultati si sono visti nelle ultime trimestrali Usa.

Ma la riduzione profonda dei tassi può avere risvolti molto negativi. Può mettere in seria difficoltà i fondi pensione, e potrebbe portare ad aumentare le esposizioni in attività rischiose, esponendoli a rischi di elevate perdite nel caso di correzione dei mercati.

Altro elemento negativo da considerare è la riduzione della redditività delle banche, che potrebbe indurre le stesse ad esporsi in operazioni di finanziamento più rischiose, in un contesto in cui le sofferenze bancarie sono già molto elevate.

Bond Usa 10y vs Bund

Bond Usa 10y vs Bund

Ma il rischio maggiore è rappresentato da una persistente divergenza tra l’economia reale e i mercati, che può portare alla formazione di bolle speculative.

La Consob, nella pubblicazione Risk Outlook dello scorso ottobre ammonisce sui rischi di queste politiche :

“L’impatto di tassi di interesse negativi sull’ economia reale è nel complesso incerto. Nel breve termine, oltre a migliorare la sostenibilità del debito pubblico, essi possono stimolare la ripresa economica favorendo il calo del costo del capitale di debito, il credito bancario al settore privato e il ricorso al mercato obbligazionario da parte delle imprese. Tali effetti, tuttavia, non sono ancora apprezzabili nell’ area euro poiché, nonostante il miglioramento delle condizioni di accesso al credito bancario, gli impieghi delle banche verso le società non finanziarie continuano a ridursi nei paesi periferici, principalmente a causa di debolezze strutturali del sistema bancario e di requisiti prudenziali sempre più stringenti. Inoltre, le emissioni obbligazionarie da parte delle società non finanziarie restano stabili, nonostante le favorevoli condizioni di mercato. Nel lungo periodo, a fronte di persistenti pressioni deflazionistiche derivanti dal calo del prezzo delle materie prime e da possibili shock esterni all’ area euro, tassi di interesse negativi possono risultare distorsivi, incentivando un’eccessiva assunzione di rischio con riflessi negativi sull’allocazione delle risorse, la stabilità del sistema finanziario e la tutela degli investitori “.

Eccolo il rischio maggiore, la stabilità dei mercati finanziari, che significa scontare effetti positivi che non ci saranno : il Giappone insegna e non è l’unico.

Stati Uniti - Ism manifatturiero

Stati Uniti – Ism manifatturiero

Ieri l’Ism manifatturiero Usa è tornato sotto quota 50 a 48,6, al termine di un periodo di continuo declino degli utili, schiacciati dalla guerra valutaria globale.

La risposta della borsa è stata ancora una volta una sempre più spericolata corsa agli acquisti.

 

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